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Pa, si sbloccano tirocini e dottorati a 30mila euro

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Si sbloccano i nuovi tirocini e dottorati per i giovani nella Pubblica amministrazione: per i contratti di apprendistato di terzo livello è prevista una retribuzione pari a 30mila euro l’anno. L’obiettivo dell’operazione? Attrarre i giovani talenti nel settore pubblico e di fornire alle pa le competenze di cui necessitano per completare i progetti del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Due i programmi sperimentali, Tirocinio inPA e Dottorato inPa, rivolti a laureandi e laureati, per esperienze di formazione e lavoro professionalizzanti, rimasti sulla carta dopo che la scorsa primavera avevano ricevuto il via libera con un decreto interministeriale pubblicato in Gazzetta ufficiale. Al momento si stanno individuando le amministrazioni in cui sperimentare l’iniziativa (ministeri, agenzie fiscali, enti pubblici non economici e non solo). Poi, dopo un passaggio in conferenza unificata, arriverà il bando della Funzione pubblica, già entro l’estate stando ai tecnici di Palazzo Vidoni.

Le borse di studio

Ad accogliere tirocinanti e dottorandi, come detto, saranno presumibilmente soprattutto ministeri, agenzie fiscali, Inps, Inail, Comuni e Regioni. Una buona notizia considerato che una delle priorità del governo è di svecchiare il personale dello Stato, oltre tre milioni di dipendenti pubblici con un’età media di 50 anni, stando all’ultimo rapporto del Censis. Più nel dettaglio, Tirocinio inPA prevede lo svolgimento di tirocini curricolari della durata di sei mesi per la redazione della tesi di laurea magistrale: potranno partecipare studenti con meno di 28 anni, iscritti a corsi di laurea magistrale con una media voto non inferiore a 28/30 e in possesso del 30% dei crediti formativi previsti dal ciclo di studi, oppure iscritti a corsi di laurea magistrale a ciclo unico con media voto non inferiore a 28/30 e in possesso del 70% dei crediti formativi universitari previsti dal percorso di studi. Prevista un’indennità di partecipazione. Poi c’è Dottorato inPA. Consiste in un contratto di apprendistato di terzo livello nella Pubblica amministrazione, legato al conseguimento del dottorato di ricerca. In palio una retribuzione di 30mila euro lordi l’anno, non proprio spiccioli. Il programma è aperto ai cittadini italiani e dell’Unione europea e agli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia fino all’età di 29 anni, in possesso di laurea magistrale con voto di laurea non inferiore a 105/110.

I numeri

Le risorse a disposizione sono poche e di conseguenza saranno pochissimi all’inizio i giovani che potranno accedere ai due programmi sperimentali. Tornando ai dati del Censis sull’invecchiamento dei pubblici dipendenti: il personale della Pa con 55 anni e oltre rappresenta il 36,7% del totale, mentre quello con meno di 35 anni arriva appena al 10% (meno della metà rispetto al 2001). Oggi sono 650.000 i dipendenti pubblici con un’età compresa tra i 55 e i 59 anni, su 3,2 milioni di lavoratori pubblici in servizio. Nemmeno i dati Formez sui concorsi 2021-2022 lasciano ben sperare. Infatti, solo il 29% circa dei candidati al momento della candidatura aveva meno di 30 anni. Sopra la soglia del 40% quelli con 30-40 anni. Infine, i candidati con più di 40 anni sono stati il 30% circa, con una significativa quota che superava i 50 anni di età, pari al 6,7% del dato complessivo.

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