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Pa, sì alla pensione a 70 anni ma solo per 17mila statali

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Il ministro per la Pa Paolo Zangrillo

Statali in pensione a 70 anni? La misura dovrebbe trovare spazio nella prossima legge di Bilancio. La proposta arriva direttamente dal ministro della Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo. Obiettivo: trattenere in servizio un numero limitato di dipendenti pubblici oltre il limite dei 67 anni, quelli più indispensabili. Soprattutto dirigenti, con stipendi elevati, che in virtù di questi potrebbero trovare conveniente la possibilità di non lasciare il lavoro una volta raggiunta l’età pensionabile. La scelta dovrebbe avvenire infatti su base volontaria.

Paletti

Il provvedimento a cui sta lavorando il governo punta a trattenere in servizio il personale necessario per lo svolgimento di attività di tutoraggio e affiancamento o di esigenze funzionali non diversamente assolvibili. Ma ci sarà un tetto massimo del 10% delle facoltà assunzionali. Questo significa che se verranno assunti nel 2025 170mila statali, come quest’anno, i posti a disposizione per i dipendenti pubblici che vogliono lavorare fino a 70 anni saranno solo 17mila. Il limite del 10 per cento è presente nella relazione tecnica alla bozza del ministero della Pa. La misura al vaglio non determina maggiori oneri per lo Stato ma anzi garantisce, per il periodo di trattenimento in servizio, una minore spesa.

Risparmi

Il piano non costerebbe nulla alle casse dell’Inps, insomma. Anzi, alleggerirebbe gli oneri previdenziali dell’istituto. Ma la priorità dell’esecutivo Meloni è un’altra: ovvero quella di trovare un rimedio alle conseguenze causate dal blocco prolungato del turn over negli uffici pubblici, blocco che come è noto ha generato una profonda mancanza di personale nelle, con carenze di organico che arrivano mediamente al 30%. I concorsi sono ripartiti, questo è vero, tuttavia i nuovi assunti bastano a malapena a coprire i posti degli statali che vanno in pensione.

Previsioni

Secondo l’ultima previsione dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2024-2028) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, nella Pubblica amministrazione sono attese 846mila assunzioni in cinque anni. Il 91% sarà destinato alla sostituzione di personale che andrà in pensione e coinvolgerà quasi 774.000 dipendenti nel quinquennio, con una media di 155.000 unità all’anno. Nel periodo compreso tra il 2024 e il 2028 è previsto un aumento del numero di dipendenti pubblici di oltre 60.000 unità. Quasi la metà delle assunzioni, il 47%, è atteso nel comparto dei servizi generali e dell’assistenza sociale obbligatoria, con un incremento di circa 28.000 unità nel periodo preso in esame. Un terzo delle assunzioni è atteso invece nel comparto dell’istruzione, con quasi 20.000 nuove unità nel periodo. Il 21% è atteso poi nel comparto sanitario, con oltre 12.000 nuove assunzioni. 

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