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Pa, la gestione delle risorse umane in mano all’intelligenza artificiale

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I prossimi contratti collettivi di lavoro del pubblico impiego disciplineranno l’uso dell’intelligenza artificiale nella Pa. Nel dettaglio, dovranno rendere trasparenti i criteri con cui viene utilizzata l’IA nella gestione delle risorse umane. Lo ha annunciato in un’intervista rilasciata al Messaggero il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo. Sempre l’Aran ha fissato ieri per martedì 3 dicembre, alle ore 11, l’avvio della trattativa per il contratto 2025-2027 delle Funzioni centrali. «Un passaggio – ha specificato l’Agenzia – che segna l’avvio dell’intero percorso negoziale per il pubblico impiego». Il comparto delle Funzioni centrali sarà dunque il primo ad aprire il confronto sul nuovo triennio contrattuale, che definirà condizioni economiche, tutele e nuove regole organizzative per migliaia di lavoratori della Pubblica amministrazione centrale.

Il perimetro di azione

L’intelligenza artificiale si sta rivelando un alleato prezioso per la gestione del personale nella Pubblica amministrazione. La selezione dei candidati più adatti, la formazione personalizzata e la gestione delle performance dei dipendenti sono tutti ambiti in cui l’IA sta dimostrando di poter fare la differenza. Grazie all’IA le competenze dei dipendenti pubblici possono essere valorizzate nella giusta misura. Lo sviluppo professionale dei lavoratori, inoltre, può essere efficientato dagli algoritmi. Insomma, l’IA sta aprendo nuove frontiere per i professionisti delle risorse umane, offrendo soluzioni innovative per ottimizzare i processi, migliorare il decision-making e potenziare l’esperienza dei lavoratori. Ma se da un lato la gestione innovativa del capitale umano può rappresentare un punto di svolta nel percorso di modernizzazione della Pa, dall’altro l’applicazione dell’IA in ambito HR richiede trasparenza e il coinvolgimento di tutti gli attori interessati. Di questo è convinto il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, che già questa estate aveva affrontato la questione nel suo blog. «Nella Pubblica amministrazione l’IA può intervenire trasformando radicalmente diversi processi di gestione del personale, a iniziare dal reclutamento e dalla selezione: lIA può rivoluzionare il modo in cui selezioniamo i candidati, supportando il pre-screening e analizzando dati per identificare i profili più promettenti», ha spiegato sul suo blog Naddeo. E ancora. «Attraverso l’analisi dei dati – ha spiegato Naddeo – l’IA può fornire insights preziosi sulle performance individuali e di squadra, supportando manager e dipendenti nel loro percorso di miglioramento continuo». Implementare l’IA nei processi HR della Pubblica amministrazione richiede tuttavia l’adozione di alcuni principi fondamentali che attraversano tutti i processi, avverte il presidente dell’Aran: «La gestione della privacy, la prevenzione dei bias, la trasparenza degli algoritmi non sono optional, ma requisiti fondamentali».

Gestione digitale

La gestione del capitale umano nella Pa è sempre più digitale. Quest’anno il Dipartimento della Funzione pubblica ha anche lanciato Minerva, il toolkit pensato per semplificare e supportare operativamente le amministrazioni nella gestione del personale. L’applicativo consente di mappare gli organici, classificare i profili in base alle competenze, identificare fabbisogni formativi e di reclutamento. Si tratta di un sistema di gestione funzionale che mette al centro le persone. Il Dipartimento ha inoltre sviluppato SharePA, una piattaforma collaborativa pensata per sostenere l’implementazione di una gestione integrata e moderna delle risorse umane, facilitando la condivisione di esperienze e best practice tra le amministrazioni.

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