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Pa, il governo valuta lo stop ai pensionamenti automatici

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Per frenare la fuga dal pubblico impiego e provare a trattenere al lavoro i dipendenti con più competenze, il governo adesso valuta la cancellazione della cosiddetta risoluzione obbligatoria del rapporto a 65 anni per chi ha versato 42 anni e 10 mesi o 67 anni per gli altri. Una svolta, quella dell’addio al pensionamento automatico, che potrebbe trovare spazio già nella prossima manovra, ma il provvedimento prima deve essere discusso con i sindacati. Più nel dettaglio, l’esecutivo vuole abolire le norme risalenti al 2013 e al 2014 che impongono per gli statali la cessazione automatica del rapporto nella Pubblica amministrazione una volta scattati i requisiti pensionistici. Attenzione però perché non si tratterebbe di un innalzamento dell’età di ritiro. Più semplicemente, il governo vuole dare la possibilità al lavoratore con 67 anni di età di decidere su base volontaria se restare per altro tempo all’interno della pubblica amministrazione, seguendo quanto già introdotto per i medici.

Il meccanismo

E ancora. Sempre nella stessa logica si sta valutando la possibilità di alzare (sempre su base volontaria) da 60 a 62 anni l’età di ritiro nelle forze dell’ordine. In precedenza una richiesta di questo tipo era pervenuta dal ministero della Giustizia per le guardie carcerarie. Del resto entro il 2030 tutte le amministrazioni dello Stato, sia a livello centrale che locale, perderanno con i pensionamenti almeno un milione di dipendenti. Solo nel 2023 a fronte di 170mila nuovi ingressi le pensioni liquidate sono state circa 150mila. Secondo l’ultima previsione dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2024-2028) del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, la Pa deve assumere 846mila persone in cinque anni, il 91% per rimpiazzare il personale che andrà in pensione (774.000 dipendenti nel quinquennio, con una media di 155.000 unità all’anno).

L’obiettivo

Oggi chi lavora nel pubblico, secondo gli ultimi dati del Conto annuale del Tesoro, ha mediamente 49,8 anni. E le scoperture di organico nella pa si aggirano attorno al 30%. La differenza rispetto al passato riguarderebbe la modalità di accesso al pensionamento. Non essendo più automatico, andrebbe comunicato. Inoltre non sarebbe più necessario presentare richiesta per quello che un tempo si chiamava trattenimento in servizio, cioè per poter restare al lavoro fino ai 70 anni. Il governo spera in questo modo di ridurre almeno del 30 per cento le uscite dalla Pubblica amministrazione.

2 Comments

  1. Io ho 63 anni, pendolare, qualifica ausiliario f3. Pensare di dover fare ancora 4 anni mi preoccupa, spesso mi chiedo come riuscirò a fare tutto quello che va fatto fino a 67 anni. Con un costo per la vita familiare , gli affetti , due giorni a settimana esco alle 6 di casa e torno alle 20 di sera, e devo pure occuparmi della casa e di tutto. Con quali forze ? E poi volete considerare la fatica in più che fai a 63 anni per essere produttiva come un trentenne? Ma finitela, il lavoro serve per vivere, non.per morire, e quando dovresti vivere a 70 anni? No, non può funzionare .

  2. Buongiorno sono Angelo Stancati dipendente presso agenzia entrate Cosenza ,dovrei andare in pensione ( vecchiaia) il 17 febbre 2025 ,se dovesse essere approvata la legge nella prossima legge di bilancio,ho ancora tempo per fare richieste alla mia amministrazione così da traslare,su base volontaria, la data del mio pensionamento.Vorrei lavorare fino all’età di 72 anni ,vista il basso e scarno mio assegno pensionistico con 29 anni di contributi.Grazie .Mi è già arrivata la lettera dalla direzione regionale sul prossimo mio stato di quiescenza.

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