I negoziati per i rinnovi dei contratti della Pubblica Amministrazione entrano nel vivo. Giugno sarà un mese decisivo. Oggi all’Aran è in programma il tavolo dedicato al nuovo Ccnl delle Funzioni centrali. La settimana prossima toccherà a Sanità e Funzioni locali. Il 24 giugno riprenderà invece la trattativa per il rinnovo del contratto del comparto Istruzione e Ricerca: in questo caso però l’accordo economico è già stato sottoscritto, mentre va raggiunta un’intesa sulla parte normativa del contratto. L’obiettivo del governo è di riuscire a sottoscrivere tutti i contratti entro la fine dell’anno. Ma il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, ha confessato di puntare a trovare un accordo già in estate. In un momento in cui l’inflazione sta rialzando la testa, per effetto della guerra in Medio Oriente e dell’impatto del conflitto sui prezzi energetici, sale l’urgenza di aumentare le buste paga dagli statali.
Gli aumenti
Il nuovo contratto delle Funzioni centrali garantirà, grazie alle risorse disponibili, aumenti fino a 208,80 euro lordi al mese. La trattativa interessa quasi 200 mila lavoratori. Oltre che sulla parte economica, il negoziato si concentra sulle misure per disciplinare l’uso dell’intelligenza artificiale nel settore pubblico, dove si fa sempre più ricorso agli algoritmi per assegnare turni, compiti e obiettivi, oltre che per valutare le performance dei lavoratori. L’Aran, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche amministrazioni, il mese scorso ha anche reso noti gli aumenti stipendiali del contratto del comparto Sanità per il triennio 2025-27 che riguarda 590mila lavoratoti, dagli infermieri alle ostetriche. In media le buste paga faranno uno scatto in avanti di 209 euro al mese. Attesi arretrati intorno a 1.200 euro. Sul piatto ci sono 1,537 miliardi di risorse a regime dal 2027. I funzionari degli enti locali (400mila i dipendenti circa) riceveranno alla firma del contratto un aumento pari in media a 135 euro lordi al mese, che andranno ad aggiungersi ai 140 euro di incremento medio mensile determinati dal precedente contratto. Il contratto dei prof, come detto, in parte è già stato sottoscritti. Gli aumenti arriveranno dunque prima di Natale. L’intesa prevede un aumento medio lordo mensile dello stipendio pari a 137 euro. Attesi arretrati tra 812 euro e 1.253 euro. Nella scuola gli incrementi del tabellare riservati ai docenti sono compresi tra 110,16 euro e 185,38 euro. Gli aumenti destinati ai collaboratori arriveranno fino a 110,84 euro, mentre quelli degli operatori oscilleranno tra 125 e 161 euro, quelli degli assistenti tra 95 e 128 euro e quelli dei funzionari e delle elevate qualificazioni potranno raggiungere un picco di 194,57 euro.
