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Pa, ecco come sarà lo smart working dopo l’estensione del green pass

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Dopo l’approvazione da parte del governo del decreto che estende il green pass al lavoro sia pubblico che privato, le prossime novità arriveranno sul fronte dello smart working. L’intenzione del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, è chiara: far rientrare quante più persone in presenza possibile nel pubblico impiego. Un obiettivo, che tuttavia, sarà perseguito attraverso una serie di step successivi. Ottenuto il green pass, il prossimo passaggio sarà l’emanazione di un Dpcm, un decreto del Presidente del consiglio, che sarà però proposto dallo stesso Brunetta. Cosa dirà questo Dpcm? Dirà, in estrema sintesi, che nella Pubblica amministrazione il lavoro in presenza tornerà ad essere la modalità “ordinaria” di prestazione lavorativa. Per il pubblico, in pratica, la normativa emergenziale che ha permesso lo smart working in deroga agli accordi individuali previsti dalla legge 81, terminerà prima del 31 dicembre.

Gli step

Ma questo non significa che dal 15 ottobre, giorno di entrata in vigore del green pass, tutti gli statali torneranno al lavoro. In un’intervista al Corriere della Sera, il ministro Brunetta ha ribadito che il rientro sarà graduale. E ha indicato la categoria che sarà richiamata per prima: gli addetti agli sportelli. Il cosiddetto front office, insomma. Subito dopo toccherà al back office, chi cioè opera dietro gli sportelli. Poi toccherà, contemporaneamente, a tutta la pubblica amministrazione centrale e periferica. Per definire queste modalità di rientro, il decreto sul green pass approvato ieri, prevede che debbano essere emanate delle linee guida. Queste linee guida saranno scritte da Brunetta insieme al ministro della Salute Roberto Speranza e dovranno essere vidimate dal presidente del consiglio Mario Draghi. In queste linee guida, inoltre, verrà molto probabilmente stabilito anche che il green pass sarà obbligatorio anche per i lavoratori che continueranno a prestare il proprio lavoro da remoto. Una norma che, nelle intenzioni, dovrebbe essere di raccordo con quanto sarà previsto nel nuovo contratto.

Le regole del contratto

Al tavolo del rinnovo del contratto delle funzioni centrali che si è svolto la settimana scorsa, il tema è stato proprio il lavoro agile. Con quali novità? La prima è che per gli statali dal primo gennaio si torna alla vecchia legge 81, dunque il lavoro agile sarà oggetto di un accordo individuale tra il datore di lavoro e il dipendente. Lo smart working, però, non significherà lavoro da casa. Sarà invece, come accade oggi anche nel privato un lavoro “ibrido”. Significa che una parte del lavoro sarà svolto da casa e una parte in presenza. Anche per questo, nelle linee guida, sarà previsto il green pass anche per i lavoratori da remoto. Il lavoro agile poi, non potrà essere svolto dall’estero. La giornata sarà divisa in tre fasce orarie: una di operatività, una di reperibilità e una di “disconnessione”. Nella fascia di operatività il dipendente dovrà essere raggiungibile e immediatamente operativo. In quella di reperibilità potrà ricevere mail e telefonate, ma non dovrà operare subito. Nella fascia di disconnessione non potrà mai essere cercato.

48 Comments

  1. Per me possono rientrare tutti. Ormai i dipendenti sono tutti vaccinati, le amministrazioni hanno fatto accordi, già l anno scorso co le varie usl di competenza.

  2. Nel mio servizio su 30 persone siamo rimaste in 4 senza vaccino e non ho intenzione di fare tamponi ogni 48 ore..quindi viste le ore straordinarie pari a quasi 60 gg lavorativi più ferie farò presenza x la durata del tampone poi recupero ore e ferie….tanto non sono front o back office per cui partiremo a novembre…poi arriva dicembre con le sue festività e se tutto va bene, ma dubito…, gennaio 2022 ci leviamo dalle scatole sto pandemia che è più politica che di Salute.

    Non è vero che tutti i dipendenti delle PA sono vaccinati……!

  3. Mi chiedo che differenza fa lavorare da casa propria su uno strumento informatico nel cloud o lavorarci dall’ufficio.
    La differenza la fa chi vuole controllare il lavoratore invece di controllare il lavoro: la dirigenza “moderna” (o il Ministro “moderno”) dovrebbero studiare il secondo sistema, altrimenti ci lasciano a 40 anni fa.

    • Questo è il problema reale, ministro P.A.? Se proprio lo dobbiamo chiamare così, è dirigenti non all’altezza del progresso.

    • Riccardo esattamente. Il Ministro mi fa pensare a quei professori che, piuttosto che ambire alla crescita culturale dello studente, lo minacciano con i brutti voti. Forse sarebbe il caso di verificare bene, e per ogni settore, se veramente si siano creati disservizi. Il Ministro dovrebbe sapere che se l’impiegato, soprattutto l’impiegata, lavora più serenamente perché riesce a conciliare meglio le necessità familiari con quelle lavorative, produce di più e prende meno permessi.

      • Hai ragione. Personalmente riesco meglio a lavorare a casa che un ufficio. Lavoro in Prefettura e mi tocca sentire le urla del pubblico e sia dei miei colleghi. Lavoro in archivio e c’è l’andirivieni dei miei colleghi. Purtroppo non riesco a concentrarmi . A casa si. Mi chiudo nella stanza e lavoro meglio.

  4. Nel mio settore su 13 dipendenti siamo in 4 non vaccinati e nella piena libertà crediamo di continuare su questa strada, nonostante il Governo, in modo vile e vigliacco, ci vuole costringere indirettamente, con le restrizioni del green pass, a vaccinarci. Se fosse veramente sicuro questo vaccino lo imporrebbero per legge così come gli altri 10. Se mi daranno la possibilità di fare un solo tampone a settimana con due giorni di presenza in ufficio e gli altri in Smart working, visto che per quanto mi riguarda ho prodotto molto di più da casa che in ufficio, sia io che l’Ente ne beneficeremo. Altrimenti sarò costretto, come dice Angela, ad utilizzare tutti gli istituti del CCNL per poter fare meno tamponi possibili (ferie, congedi parentali e non, ecc…).
    Per me basterebbe indurre le persone a rispettare le regole e fornire i dipendenti di tutti i DPI necessari, piuttosto che obbligarci ad avere il Green pass … ma da noi purtroppo non è così.

      • Esatto! Tra l’altro, tutta la sperimentazione che voleva che il lavoro agile fesse utilizzato soprattutto per contrastare le emissioni nocive oltre che per favorire la conciliazione vita lavoro vanno a farsi benedire, sempre nel nome della guerra ai dipendenti pubblici.

    • Sono d’accordissimo. Io sono una dipendente amministrativa di una Asl e il mio lavoro si può svolgere tranquillamente in SW, anzi il mio ufficio ha dimostrato che abbiamo reso il 50 per cento in più con il lavoro da remoto, ma a quanto pare non interessa a nessuno. Da lunedì ci hanno bloccato i collegamenti da remoto e quindi tutti in ufficio. …

  5. È una vergogna non sono una statale ma con lo Smart working ho evitato file di 6 ore e mi sono trovata bene . Inoltre parlando di clima ci saranno più veicoli in giro. Pensateci bene o togliete subito lo stato di emergenza

  6. La mia azienda ha già detto che dal 15ottobre saremo in smartworking e quindi in presenza.Ha detto di avere in tempo il GP e de c’è qualcuno contrario al GP di segnalarlo.Come difenderci ?Io dirò che avrò il GP farò il tampone.Trovo assurdo che la ditta preferisca farci rientrare , in quanto se uno è positivo poi deve stare in quarantena e quindi non lavora.Ad oggi valgono le regole che in presenza di sintomi anche di un raffreddore si stava a casa , e quindi si faceva in smart.A oggi se mi chiedono la presenza , se sono raffreddato , mi metto in mutua ?O si potrà lavorare da casa ?In questo caso va bene ? Trovo tutto assurdo.

  7. E una vera vigliaccata obbligare ad avere il Green pass. Io non ho contatti col pubblico e non intendo vaccinarmi perché ho paura delle reazioni avverse che puo provocare. Devo spendere 150€ al mese di tamponi? Senza contare il fastidio al naso. Anch’io ricorrerò a ferie permessi e …….
    Quant’altro. Vogliono vaccinare tutti ma non si prendono la responsabilità.ma io ho una malattia autoimmune è ho paura di farlo

  8. Ma nei tribunali come la mettiamo? Dipendenti vaccinati, avvocati senza obbligo. Avvocati in numero esponenziale che girano per i tribunali (carceri.. ) di tutta Italia…

    • Esattamente! Io lavoro in Procura e di avvocati ne girano a quantità massima. Questa situazione è vomitevole, siamo gestiti da ” Soggetti inclini al Compromesso monetario Europeo” . Agiscono gestendo la nostra libertà, infierendo sulla nostra salute e impavidi continuano a inoltranza! Mi chiedo, dove arriveranno? Cosa accadrà?

  9. Non posso ancora credere che sia vero, obbligare al vaccino o a tamponi irritanti e costosi, peccato, lavoravo tanto e volentieri nella Pubblica amministrazione, ora è diventato un peso! Non intendo vaccinarmi, una vita senza farmaci ma solo medicina naturale… e sono sana, perché qualcuno deve decidere per me????? E poi, perché io devo fare il tampone ed un vaccinato no? Conosco persone contagiare da vaccinati!!!!

    • Se é un peso per te lavorare per la pubblica amministrazione licenziati, non abbiamo bisogno di persone che ritengono sia un peso venire a lavorare! Il perché devi fare un tampone é molto semplice, lo prevede la legge e tu, da onesto cittadino e dipendente pubblico in particolare, devi rispettare la legge.
      Per farti capire meglio, se vuoi guidare devi averei la patente, se vuoi lavorare devi avere il green pass, il resto sono tutte scuse. Non accetterò mai di lavorare con colleghi senza green pass.

      • Io sono persona fragile e non posso vaccinarmi…eppure dovrò comunque fare tampone ogni due giorni….e accanto a me, colleghi vaccinati ma che ti fatto possono benissimo contagiare ed essere positivi…..ma a loro non tocca nessun tampone ogni due giorni….lo scopo è solo indurre alla vaccinazione….stai pur sereno che se avrai qualcuno in fianco a te non vaccinato sarà sicuramente più sicuro dei colleghi vaccinati. Saluti

  10. Un mio ex direttore diceva; che la legge Brunetta non serviva molto. Bastava timbrare e non fare niente. Tanto, già avevi timbrato. E questo il problema, un ministro cge ha più di 70 anni e un mondo del lavoro che su evolve. Io sono vaccinato, il problema non è il creen Pass per due mesi di lavoro, nel 2021.

    In Svezia tutta la popolazione è quasi vaccinata. 0 mascherine e vita sociale quasi come prima.

  11. Il rientro deve essere tutelato, dallo Stato inserendo nella busta paga mensile un indennità di rischio , poiché il vaccino eesendo ancora in fase sperimentale di cui non si ha la certezza effettiva sull’ effetto di contagio, in uno stato di pandemia come dichiarato da OMS,.
    INoltre si deve garantire al lavoratore, l` intera copertura sanitaria, in caso di malattia da Covid.
    Credo che ci debba essere un rientro parziale con turnazione programata, garantendo così la sicurezza degli spazi di lavoro, fornendogli appositi dispositivi,

    • Altra questione: come mai quando ci si vaccina si firma un modulo per lo scarico si responsabilità? Se davvero sono sicuri i vaccini perché i vaccinati devono assumersi la responsabilità della sua somministrazione?

  12. Questa lotta allo smart working come se fosse il marchio del fancazzismo totale è intollerabile. Considerando che la maggior parte dei lavori e delle pratiche è ormai digitalizzata, qual è il problema nel gestire tutto da remoto, evitando anche all’utenza ore di fila, giornate di permessi lavorativi, assembramenti ecc ecc. Lavoro per un privato e ho fatto sempre più ore del dovuto da casa, forse perché meno stressata dal viaggio sui mezzi, dalla vita fuori casa, dai pranzi di emergenza al bar ecc ecc..
    Non ho mai detto al capo di aver fatto ore di lavoro e pratiche in più perché comunque vivevo bene il mio lavoro, come me anche la maggior parte dei colleghi e non si sono registrati ritardo ma tanti complimenti dall’utenza per la celerità e precisione. Per non parlare del risparmio in termini di utenze, buoni pasto, ecc. per l’azienda. Vogliamo rimettere tutti questi fannulloni in massa nelle strutture per controllarli?? Prego, fate pure, se siete convinti sia la cosa più giusta per farli lavorare, avete proprio capito tutto.

  13. Ci vogliono ri-gettare sulle strade delle città congestionate e statali strutturalmente inadeguate, a fare file chilometriche in mezzo al traffico per consumare auto, benzina, sistema nervoso, utto in funzione di consumare, caffè per riprendersi dalle estenuanti ore passate in questo modo, tavole calde di catene di distribuzione di loro proprieta, farmaci per reggere lo stress. Tutto ciò per consumare e farci consumare, e far continuare la giostra dei loro guadagni. Il professore de masi sociologo del lavoro di telelavoro ne parla almeno da 20 anni.

  14. In sw ho lavorato molto di più che in ufficio, di brunetta dico che ha provato e ha fallito, riproverà per fallire meglio.

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