PA Magazine

Pa, attese circa 30mila assunzioni: i concorsi in arrivo prima di Natale

3 minuti di lettura
iStock

Assunzioni pubbliche: mentre il Paese è fermo ad attendere la formazione del nuovo Governo, dal lato amministrativo sono diversi i concorsi pubblici attesi per quest’ultima parte dell’anno, che dunque porteranno ad assunzioni (anche sostanziose) nel 2023. Intanto il ministero della Funzione pubblica, con uno degli ultimi atti dell’era Brunetta, ha cambiato, dopo quasi 30 anni, le regole delle assunzioni pubbliche. 

Ministeri

Tra i concorsi più attesi c’è quello della Magistratura 2022 da 400 posti, per cui il bando dovrebbe arrivare a breve e sarà aperto a tutti i laureati (riforma Cartabia). Poi quello della Ragioneria dello Stato (per assumere 54 nuovi funzionari) e quelli del ministero dell’Interno e del Mef (per un totale di 700 posti). E, ancora, dovrebbero essere banditi a brevissimo diversi concorsi per assumere nei ministeri 14.170 nuovi funzionari tra Giustizia, Farnesina, Trasporti e Tesoro. Infine sul radar dei concorsi in rampa di lancio compare quello per assumere 1.092 funzionari per il ministero della Giustizia e quello per completare l’organico di 16.500 funzionari dell’Ufficio per il processo. I posti a bando dovrebbero essere 8.764.

In dirittura di arrivo il concorso per le assunzioni di Roma Capitale, il concorso Inps 2022 per l’assunzione di 385 nuovi dipendenti, il concorso Aifa da 40 posti, il concorso Anpal per 43 assunzioni e quello Sna da 110 posti destinati al dipartimento di Scuola nazionale dell’amministrazione di personale non dirigenziale. Atteso entro fine anno anche un concorso (o più concorsi) dell’Agenzia delle Entrate per assumere 3.543 funzionari (a cui se ne aggiungeranno 1.707 con altri concorsi che saranno banditi nel 2023). 

Nuovo regolamento

Dopo più di 28 anni, poi, sono cambiate le regole per l’accesso agli impieghi e le modalità di svolgimento dei concorsi pubblici. Il veicolo normativo è uno degli ultimi atti della guida del dicastero targata Brunetta, ovvero un Dpcm approvato, in via preliminare, dal Consiglio dei ministri nella seduta del 5 ottobre, con cui si riscrive il testo unico sui concorsi aggiornando e semplificando la disciplina in materia di accesso agli impieghi delle pubbliche amministrazioni e digitalizzando le procedure in tutte le fasi di concorso (addio per sempre a carta e penna). Il Dpcm introduce anche misure a tutela della parità di genere e dei soggetti in situazioni di svantaggio, rimuovendo per esempio gli ostacoli alla partecipazione ai concorsi per le donne in gravidanza o allattamento e per chi è in situazione di svantaggio (Dsa). Non solo, a parità di titoli e punteggio, saranno favoriti i candidati del genere meno rappresentato nell’amministrazione in relazione alla qualifica per la quale il candidato ha partecipato.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da