Nella Pa sono state assunte tra il 2023 e il 2025 oltre 640.000 persone. E in dieci anni i dipendenti pubblici con meno di 35 anni sono addirittura raddoppiati. Lo ha detto il ministro Paolo Zangrillo intervenendo al Meeting di Rimini nell’incontro “La Pubblica Amministrazione dei talenti: valorizzare il merito nel cambio generazionale”. Dopo otto anni di blocco del turnover, l’età media dei dipendenti era salita dai 43 anni del 2009 ai 52 del 2021, rendendo urgente un ricambio. Il primo intervento ha riguardato i concorsi. Nel 2021 la durata media era di 782 giorni, cioè due anni e mezzo, ma la digitalizzazione delle procedure l’ha ridotta a quattro mesi. «Questo ci ha consentito, nel periodo tra il 2023 e il 2025, di assumere 641.000 persone», ha affermato il ministro della Pubblica amministrazione. Le assunzioni potrebbero raggiungere quota 850.000 entro la fine dell’anno e più della metà dei nuovi dipendenti ha meno di quarant’anni.
CONTRATTI
Per la prima volta dopo quindici anni, ha sottolineato Zangrillo, la Pubblica amministrazione italiana è tornata a crescere. «Oggi è possibile conoscere in tempo reale tutte le opportunità offerte dalle amministrazioni e candidarsi in pochi minuti», ha aggiunto il ministro. Solo nel 2025 sono stati banditi 16mila concorsi per 180mila posti messi a disposizione. Oltre 1 milione e 600mila le candidature. Sul piano economico, Zangrillo ha ricordato il rinnovo di venti contratti negli ultimi tre anni e lo stanziamento di trenta miliardi di euro. La tornata 2025-2027 è stata chiusa con un anno e mezzo di anticipo, ma il divario con il privato resta evidente soprattutto nei ruoli di maggiore responsabilità. Per riuscire a colmare questo gap Zangrillo punta su una nuova cultura del merito. Addio alla politica del “tutti promossi”, che ha permesso al 98 per cento dei dipendenti pubblici di ottenere valutazioni eccellenti. Adesso, invece, i dirigenti possono proporre avanzamenti di carriera per i collaboratori, dentro un sistema definito più severo, trasparente e imparziale. Parallelamente è aumentato l’investimento sulle competenze. Alla fine del 2022 la formazione media era ferma a sei ore annue per dipendente. Attraverso il portale Syllabus, al quale aderiscono più di diecimila amministrazioni, si è arrivati a 41 ore. Sono stati inoltre avviati otto hub territoriali, dedicati anche alla digitalizzazione e a settori specifici come la sanità.
