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Pa, ai dipendenti 1,5 miliardi di euro in buoni pasto digitali

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Spazio ai buoni pasto digitali nella Pa. Consip ha annunciato ieri in un comunicato che sta innovando l’offerta per i buoni pasto della Pubblica amministrazione: disponibile il nuovo contratto, del valore di oltre 1,5 miliardi di euro, grazie al quale le amministrazioni potranno scegliere di acquistare buoni pasto elettronici da spendere tramite app o card, in alternativa al tradizionale cartaceo. Quest’anno i buoni pasto dei dipendenti pubblici godono di un’esenzione fiscale fino a 4 euro nella versione cartacea e fino a 8 euro in quella digitale.

La svolta

La principale novità riguarda l’introduzione di un terminale di lettura unico multi-fornitore che consentirà agli esercizi convenzionati di accettare tutte le tipologie di buoni pasto, semplificando la gestione e ampliando la rete di locali aderenti. Inoltre, per la prima volta le pa potranno ordinare i ticket rendendoli disponibili esclusivamente su app, così da non dover distribuire una card fisica. Questa soluzione, oltre a favorire la sostenibilità ambientale, garantisce tempi di consegna più rapidi: l’attesa, afferma Consip, non supera i 15 giorni lavorativi dal momento della richiesta. Dal punto di vista economico, invece, la gara ha portato a uno sconto medio del 12,60% sul valore nominale del buono, mentre la commissione applicata agli esercenti dalle società che emettono i voucher non oltrepassa il 4,99%. Infine, la numerosità degli esercizi convenzionati, garantita dalla gara, assicura una maggiore spendibilità dei buoni e più possibilità di scelta per gli utilizzatori.

La Cassazione

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 25525/2025, è tornata a pronunciarsi il mese scorso sul diritto al buono pasto nel pubblico impiego, esprimendosi in particolare sull’applicabilità del beneficio anche ai lavoratori turnisti. I giudici sono intervenuti sul tema dopo il ricorso presentato da 14 infermieri dell’Azienda sanitaria provinciale di Messina che erano stati esclusi dal beneficio nei turni notturni.

Scuola, buoni pasto nel contratto – LEGGI QUI PER APPROFONDIRE

Secondo l’Azienda sanitaria provinciale di Messina solo i non turnisti, in quanto in grado di interrompere la prestazione, possono beneficiare della pausa per mangiare e quindi del buono pasto. Ma la Cassazione la pensa diversamente. I giudici hanno chiarito che il diritto alla pausa pranzo, e quindi al buono pasto, sorge ogni qualvolta l’orario giornaliero supera le sei ore, senza che rilevi la natura turnista o meno del lavoro svolto. Se la mensa non è fruibile per ragioni organizzative, ha aggiunto la Corte, il lavoratore ha sempre diritto al buono pasto sostitutivo.

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