Solo quattro anni fa erano meno di 1 su 5 le amministrazioni pubbliche con un piano formativo attivo, mentre adesso sono più del 50%. Le ore di formazione per dipendente sono passate, nel frattempo, da 6 a 40. La piattaforma Syllabus ha rilasciato oltre 1,8 milioni di certificati. Sono questi i numeri snocciolati dal ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, alla presentazione del rapporto sulla formazione realizzato da Palazzo Vidoni: «I risultati dell’indagine mostrano un avanzamento record in termini di programmazione e fruizione formativa da parte delle nostre persone. Per la prima volta la formazione sta superando la tradizionale concezione di attività sporadica per assumere il ruolo di infrastruttura permanente strategica».
I numeri
L’investimento sulle competenze, così emerge dal rapporto del Dipartimento della Funzione pubblica, ha visto la spesa pro-capite passare da 68 a 92 euro nel biennio 2021-2023. Il monte ore medio annuo di formazione per dipendente è salito così da 6 a 40 ore. È aumentata di pari passo anche la programmazione degli enti: oggi il 56% delle amministrazioni, oltre la metà dunque, dichiara di avere un piano formativo, contro appena il 19,1% registrato nel 2022. Il ministro Zangrillo ha poi illustrato la “piramide della formazione”: alla base di questa “piramide” troviamo la piattaforma Syllabus, con oltre 1,8 milioni di certificati rilasciati, seguita dai programmi di alta formazione come “Essere PA” e “Leadership e performance”, a cui si aggiungono i Poli formativi territoriali, il progetto “PerformaPA” e la collaborazione con le università tramite “PA 110 e lode”. Zangrillo ha anche richiamato la necessità di trasformare la Pubblica amministrazione in una «palestra di innovazione», dove l’aggiornamento delle competenze si intreccia con il merito e l’attrattività per favorire l’ingresso nel pubblico dei giovani.
Reclutamento
La formazione diventa perciò una leva per il reclutamento. Quest’anno, nel solo mese di gennaio, per circa diecimila posti messi a bando si sono registrati 700 mila candidati, con una presenza preponderante di under 40. «Se vogliamo offrire servizi sempre più efficienti a cittadini e imprese – ha aggiunto il ministro della Pubblica amministrazione – dobbiamo fare in modo che la Pa sia uno spazio dove è possibile “allenarsi” ogni giorno. Capacità manageriali, come la leadership, senso di responsabilità e tempestività sono le caratteristiche che rendono efficaci le amministrazioni. Le strutture contano, ma senza la giusta motivazione delle persone nessuna organizzazione può funzionare davvero».
Il meccanismo
La Pubblica amministrazione sta vivendo trasformazioni profonde che chiedono di unire alle competenze quelle capacità necessarie per leggere la complessità. È datata gennaio 2025 la famosa direttiva del ministro Paolo Zangrillo sulla formazione e la valorizzazione del capitale umano pubblico. Il documento ha stabilito che ogni dipendente pubblico (indistintamente dal ruolo e dalla qualifica) deve completare almeno 40 ore di formazione annue. Nel 2022 i dipendenti pubblici dedicavano in media appena 6 ore all’anno al rafforzamento delle competenze. L’obbligo vale anche per i neo-assunti e i lavoratori part-time, ma in questo caso il numero minimo di ore di formazione da totalizzare nell’anno cambia, in quanto deve essere parametrato all’effettiva presenza in servizio dei dipendenti nei dodici mesi.
