Nonostante un mercato quasi stagnante e l’economia, un po’ ovunque, in frenata, in Italia l’occupazione vola. L’impatto positivo viene anche dalle assunzioni nella Pubblica amministrazione, con i 173 mila innesti quest’anno. E la prospettiva è che questo trend non si arresti. I dati Istat parlano di 458 mila lavoratori in più in un anno.
Il contributo del pubblico impiego
Sul boom di occupati incide come detto il maxi piano di assunzioni nella Pubblica amministrazione, con 173 mila nuovi ingressi nel 2023. Tanti i concorsi pubblici calati a terra nel corso degli ultimi mesi, a partire dal maxi concorso per l’Agenzia delle Entrate che assume a tempo indeterminato 3.970 funzionari tributari e 530 per i servizi di pubblicità immobiliare. Poi ci sono assunzioni nei ministeri, come Viminale, Giustizia, Cultura, Esteri, Agricoltura, Turismo. E poi, ancora, assunzioni all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e nell’Ufficio del processo.
La statistiche
A ottobre, come registra l’Istat, il numero di occupati è salito di 27 mila unità stabilendosi a quota 23 milioni 694 mila e il tasso di occupazione ha registrato un nuovo record, toccando il 61,8% (+0,1 punti). Sono aumentati anche coloro che sono in cerca di lavoro (+2,3%, pari a +45 mila unità), uomini e donne di qualsiasi età, a eccezione dei 35-49 che registrano un lieve calo.
Il tasso di disoccupazione totale sale al 7,8% (+0,1 punti) , quello giovanile al 24,7% (+1,5 punti). In calo gli inattivi: -69 mila unità sul mese. Il numero di occupati, a ottobre 2023, supera quello di ottobre 2022 del 2,0% (+458 mila unità). Rispetto a ottobre 2022, cresce infine il numero di persone in cerca di lavoro (+0,9%, pari a +17 mila unità) .
Il trend
I dati di ottobre 2023 non fanno che confermare un trend che si è mostrato sin dall’inizio dell’anno. Il 2023, infatti, è iniziato con un’accelerazione del trend della domanda di lavoro nel settore privato non agricolo. Le assunzioni al netto delle cessazioni sono state 51 mila a gennaio e 55 mila a febbraio, mentre erano state in tutto 45 mila negli ultimi due mesi dello scorso anno. Circa il 50% dei nuovi posti di lavoro è stato creato nel settore dei servizi, ma ha ripreso vigore anche la domanda nell’industria in senso stretto grazie alla diminuzione del prezzo delle materie prime energetiche. Un dato importante è che l’incremento dei posti di lavoro ha riguardato esclusivamente la componente a tempo indeterminato. Il ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, intanto ha promesso altre 170 mila assunzioni nel 2024.
