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Pa, sbloccato il piano per 11mila assunzioni nei ministeri

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Il Governo ha autorizzato concorsi per assumere a tempo indeterminato 11mila tra dipendenti, funzionari, dirigenti delle amministrazioni centrali. Numeri alti ma con dei grandi distinguo: se, ad esempio, il ministero dell’Interno e quello della Difesa potranno beneficiare rispettivamente di oltre 2.500 e 2.400 nuovi innesti di personale, il comparto della Giustizia, vittima da anni di un enorme carenza di organico, si dovrà accontentare di appena 82 assunzioni residue da autorizzare. 

La carica degli 11mila

Dai ministeri alle agenzie governative, dal Cnel a palazzo Chigi, dall’Aifa all’Inps. I nuovi posti che verranno creati e che seguono l’iter ordinario sono quelli “liberati” dallo sblocco del vecchio turn over e l’autorizzazione arriva grazie a un Dpcm bollinato in questi giorni dalla Ragioneria dello Stato. Un via libera che arriva dopo mesi di raccolta, da parte della stessa Rgs, delle richieste e delle certificazioni di ogni singola amministrazione delle uscite di personale dal 2018 al 2020. 

L’infornata di Interno e Difesa 

Tra i ministeri che potranno assumere più dipendenti c’è, come detto, il Ministero dell’Interno. Da qui al 2023 il Viminale potrà bandire concorsi per assumere 2.570 nuove unità di personale a tempo indeterminato, recuperando anche assunzioni previste originariamente per il 2018. Tra le altre amministrazioni che si accingono a fare un’infornata massiccia di personale c’è il ministero della Difesa, che potrà assumere 2.430 nuovi dipendenti, soprattutto assistenti tecnici (Area II, posizione economica F3). 

Assunzioni ordinarie a tempo indeterminato ci saranno anche al ministero del Lavoro, nell’ordine di 120 innesti residui degli ultimi anni, Al ministero dell’Economia invece sono previste in particolare 885 rogressioni verticali, ovvero promozioni interne. I posti verranno ripartiti tra: 342 di funzionario Area III, posizione economica F2; 172 posti di assistenti amministrativi (Area II, posizione economica F1); 14 posti di dirigenti di II fascia; 357 assunzioni con il meccanismo dell’idoneità.

Briciole” per la giustizia

Il comparto della Giustizia invece, sicuramente tra i più colpiti da una strutturale carenza di organico, non potrà godere di grandi innesti. Secondo le tabelle allegate al Dpcm, infatti, sono previste 26 assunzioni da autorizzare, come residuo del 2020, per il Dipartimento di giustizia minorile; 56 assunzioni per l’Ufficio centrale archivi notarili, di cui 20 residue dal 2020 e 36 residue dal 2021. 

Carenza strutturale 

Eppure quello della carenza di personale della Giustizia è un tema all’ordine del giorno, in primis del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che prevede entro il 2026 la riduzione del 40 per cento della durata dei processi civili e del 25 per cento di quelli penali, oltre a uno smaltimento pressoché totale dell’arretrato. All’attivo in Italia ci sono più di 5 milioni di procedimenti pendenti presso i tribunali, e la situazione non è gran che mutata con l’assunzione di 16.500 giovani laureati addetti all’ufficio per il processo. I rappresentanti del comparto hanno più volte ribadito che per smaltire i processi serve in primis assumere personale, aumentando l’organico dei lavoratori giudiziari assunti in pianta stabile. Per evitare il perpetuarsi di situazioni come quella del Tribunale di Acerra – Napoli Nord dove, per carenza di personale, i dibattimenti con imputati a piede libero potranno iniziare solo tra 5 anni. 

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