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Nei tribunali niente green pass per gli avvocati

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Green pass per tutti ma non proprio per tutti. Il maxi certificato verde abbraccia pubblico e privato, ma fa presa solo in parte sugli uffici giudiziari. Sono esentate dall’obbligo, infatti, una serie di figure professionali che i tribunali li abitano ma che sono estranee all’amministrazione della giustizia, in primis gli avvocati. Al contrario dovranno esibire il “passaporto” magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari e onorari, gli avvocati e i procuratori dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie. Si useranno, insomma, due pesi e due misure. E i sindacati chiedono un’immediata modifica alla norma.

Trattamenti dispari

Il decreto sul green pass, all’articolo 2, fissa le regole d’ingaggio nei tribunali, determinando le modalità di accesso negli uffici giudiziari. Per tutti i magistrati, l’Avvocatura dello Stato, i membri delle commissioni tributarie, la mancata esibizione del certificato verde all’ingresso degli uffici giudiziari equivarrà a un’assenza ingiustificata. E chi colleziona 15 giorni di assenza ingiustificata rischia, come da Testo unico sul pubblico impiego, l’espulsione. Al contrario, avvocati e altri difensori, consulenti, periti e ausiliari del magistrato estranei all’amministrazione della giustizia, non dovranno per forza essere in possesso del pass per frequentare l’interno dei tribunali. E lo stesso vale per i testimoni e le altre parti del processo.

L’allarme dei sindacati

Confsal Unsa, prima sigla sindacale dell’amministrazione giudiziaria, ha chiesto al governo di modificare con urgenza la norma che esonera avvocati, consulenti e periti dei tribunali dall’esibire il green pass. «Non possiamo permettere che si facciano distinzioni tra cittadini di serie A e di serie B. Altrimenti, in questo Paese, di democratico resterà soltanto il Covid, che purtroppo non risparmia nessuno», ha spiegato Massimo Battaglia, segretario generale di Confsal Unsa. La logica dei due pesi e delle misure e l’istituzione di un regime speciale per alcune categorie in effetti mal si sposa con lo spirito del green pass, uno strumento concepito per spronare i non vaccinati a vaccinarsi.

Avvocati divisi

L’esclusione dall’obbligo di green pass potrebbe essere giustificata dalla necessità di garantire al cittadino il diritto alla difesa, previsto dall’articolo 10 della Costituzione, però gli stessi avvocati sono divisi sul tema, e in molti sostengono che l’uso del certificato vada comunque esteso a chiunque al fine di tutelare la sicurezza di tutti. In compenso le prenotazioni di prime dosi stanno aumentando proprio per effetto del super green pass in arrivo. A oggi 40 milioni 850.892 cittadini hanno completato il ciclo vaccinale, pari al 75,64% della platea di over 12.

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