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Nella Pa la spesa per la formazione è ai minimi storici (48 euro a dipendente)

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Nella pubblica amministrazione, in 15 anni, si è alzata l’età media dei dipendenti, a tal punto che più della metà è un over 50, ma si è quasi dimezzata la spesa per la formazione del personale, passata dai 262 milioni di euro del 2008 ai 154 milioni del 2018, con un investimento di appena 48 euro a dipendente. E quasi la metà delle amministrazioni lascia alla singola persona la responsabilità del proprio aggiornamento professionale. Il quadro, assai desolante, è delineato dall’Inapp, l’Istituto nazionale per l’Analisi delle politiche pubbliche. Che mette in luce le criticità nella formazione e nell’aggiornamento del proprio personale da parte della Pubblica amministrazione, proprio ora che le nuove sfide della digitalizzazione (e non solo) delineate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza richiedono invece uno sforzo maggiore proprio in questa direzione.

La programmazione che non c’è

Il rapporto annuale dell’Inapp ci dice innanzi tutto che meno di un terzo delle Amministrazioni ha predisposto una rilevazione dei fabbisogni formativi e, di queste, la maggior parte l’ha effettuata in modo parziale. Meno di un quinto delle Pa svolge un’attività di progettazione specifica per i corsi di formazione e redige un piano o un programma per la formazione del proprio personale. E questo nonostante dal 2013 le amministrazioni statali e gli enti pubblici non economici siano tenuti ad adottare, entro il 30 giugno di ogni anno, un Piano triennale di formazione del personale che rappresenti le esigenze formative del proprio personale.

Nessuna valutazione

E, ancora, lì dove la formazione viene fatta, comunque poco meno di un terzo delle amministrazioni mette in atto una valutazione finale dei corsi realizzati. E solo un quinto delle amministrazioni ha adottato innovazioni tecnologiche 4.0 per la digitalizzazione dei servizi e delle procedure interne di lavoro. Inoltre le competenze più frequenti come oggetto dei corsi di formazione sono quelle amministrative, contabili e l’attitudine al problem solving. Le competenze di tipo manageriale, gestionale, organizzativo, di trattamento dati e di familiarità con le nuove tecnologie digitali sono, secondo il report dell’Inapp, piuttosto trascurate.

Over 50 meno formati

Infine, il tasso di partecipazione formativa e il tasso di accesso alla formazione degli over 50, che rappresentano più della metà (il 58%) del personale attivo nella Pubblica amministrazione, sono più bassi di quelli degli under 50. Un over 50, mette in luce il rapporto annuale dell’Inapp, in media partecipa a corsi di formazione per quattro ore in meno rispetto a un under 50. Per due terzi delle amministrazioni lo strumento più diffuso per l’aggiornamento delle competenze degli over 50 risiede nella relazione lavorativa quotidiana diretta con colleghi e/o responsabili.

Fai dai te

Questo dato, analizzato congiuntamente al fatto che quasi la metà delle amministrazioni lascia alla singola persona la responsabilità del proprio aggiornamento professionale, fa comprendere come spesso non si abbia un piano chiaro per contrastare l’obsolescenza delle competenze dei lavoratori più anziani.

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