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Nel Recovery tre vie per entrare nella Pa senza concorso

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Rome, Lazio, Italy - March 29, 2019: Studenti in coda alla Fiera di Roma per il concorso per l'accesso alla facoltà di medicina. Foto da Istock photo

Il concorso pubblico non sarà l’unica via di accesso alla pubblica amministrazione. Excusatio non petita, accusatio manifesta dicevano i latini. Nelle quaranta pagine di riforme inserite nel Recovery plan inviato
dal governo italiano alla Commissione europea
, un corposo capitolo è dedicato alla pubblica amministrazione. Nel testo viene riproposto “l’alfabeto” che il ministro Renato Brunetta aveva già illustrato in Parlamento, quando aveva spiegato le linee guida che avrebbe seguito per il suo dicastero. Sotto la lettera “A” del suo alfabeto, il ministro ha immediatamente posto l’accesso, ossia le assunzioni nella pubblica amministrazione.


Il concorso resta, ma. “Pur rimanendo il concorso la modalità ordinaria per l’accesso al pubblico impiego”, si legge nel testo del Recovery plan italiano, sono definiti altri percorsi di reclutamento”. Ebbene sì, il concorso rimarrà la “modalità ordinaria”. Ma poi ci sono le eccezioni, le corsie preferenziali, i candidati che non avranno necessità di confrontarsi con le lunghe selezioni, le code agli ingressi delle fiere, le estenuanti preparazioni agli esami.


La corsia preferenziale per entrare nella Pa. Ma a chi spetta questa corsia preferenziale (si potrebbe quasi dire di “sorpasso”) per entrare nella pubblica amministrazione? I “programmi dedicati”, come li definisce il Recovery plan italiano, sono destinati “ai giovani dotati di elevate qualifiche”. E quali sono queste qualifiche? Semplice: dottorati, master, esperienze internazionali. Chi ha frequentato l’università giusta, è stato in grado di pagarsi un costosissimo master, o ha potuto studiare all’estero, vedrà spalancarsi davanti a se le porte della pubblica amministrazione.


Le altre vie fuori dai concorsi pubblici. Il concorso, dice il Recovery plan, resta la via “ordinaria”. Ma le vie secondarie per approdare nei ranghi di una pubblica amministrazione si continuano a moltiplicare. Ilbsecondo percorso “ad hoc” per bypassare il concorso pubblico, è quello previsto per la selezione degli esperti e dei professionisti che dovranno dare una mano al governo nel portare a termine i progetti inclusi nel Recovery plan. “Ai fini della realizzazione dei progetti del Pnrr (il piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr)”, si legge nel documento inviato alla Commissione europea, “possono essere conclusi accordi con Università, centri di formazione e ordini professionali, per favorire la selezione e l’assunzione rapida dei migliori profili specialistici”.


L’ingresso nel pubblico dalla finestra. Insomma, l’ordine degli architetti, quello degli ingegneri, quello dei commercialisti, quello degli avvocati, così come i docenti universitari, potranno “segnalare” i loro iscritti o i loro laureati che ritengono meritevoli di essere assunti dalle amministrazioni pubbliche.

La terza via senza concorso. C’è poi un’altra via ancora per bypassare la “modalità ordinaria” del concorso pubblico. Riguarda la selezione degli “esperti multidisciplinari” per il supporto tecnico alle amministrazioni centrali e locali per l’implementazione dei progetti e delle riforme incluse nel Recovery plan. In questo caso si tratterebbe di assunzioni a tempo “determinato”. Rimarrebbero nei ranghi delle amministrazioni per 5 anni, giusto il tempo di durata del Recovery. Ma poi, spiega sempre il piano italiano, se i progetti a cui hanno partecipato queste figure si sono conclusi nei tempi previsti, la loro esperienza potrà essere “valorizzata” ai fini dell’assunzione.


Il modello del concorso per il Sud. Viene un po’ in mente il modello del concorso per i 2.800 posti dell’Agenzia di coesione. Questo sito se n’è già occupato. Un bando che taglia a monte le domande di partecipazione attraverso un sistema di punteggio ai titoli e alle esperienze. Un bando dove alla laurea con 110 e lode viene assegnato solo un decimo di punto, mentre a ogni anno di esperienza un punto intero. E’ come una corsa sui 100 metri dove qualcuno parte dalla linea di partenza e qualcun altro a un metro dall’arrivo. Non c’è gara.

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