Per i dipendenti dei ministeri è in arrivo un nuovo aumento che andrà ad aggiungersi ai 165 euro medi lordi mensili garantiti dal nuovo contratto delle Funzioni centrali, sottoscritto a gennaio. Parliamo dell’adeguamento delle indennità di amministrazione: questa voce della busta paga sarà incrementata fino a quota 614 euro l’anno. L’adeguamento si tradurrà dunque in un aumento dello stipendio di circa 50 euro al mese, per dodici mensilità. Ai ministeriali spetteranno anche gli arretrati, visto che l’aumento è retroattivo. Questo però è solo l’antipasto. A Palazzo Vidoni si lavora a un ulteriore provvedimento tramite il quale parificare il salario accessorio dei ministeri con quello delle Agenzie fiscali.
Il decreto
A far scattare gli aumenti delle indennità di amministrazione nei ministeri è un Dpcm firmato nei giorni scorsi dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, e dal titolare del Tesoro, Giancarlo Giorgetti. Il provvedimento non si limita a rivedere al rialzo le indennità di amministrazione per tutti i dicasteri. Gli aumenti previsti dal decreto sono infatti stati stabiliti con il bilancino, nell’ambito di un percorso di “parificazione” delle indennità di amministrazione erogate dai vari ministeri. Un percorso avviato qualche anno fa e che punta a colmare le differenze di importo, a volte significative, che si riscontrano tra le indennità di un ministero e l’altro. Il decreto, più nel dettaglio, porta in quasi tutti i dicasteri l’indennità annuale a 5.143,99 euro per i funzionari, a 3.352,68 euro per gli assistenti e a 3.040 euro per gli operatori. L’aumento fissato dal nuovo decreto, proprio per una questione di armonizzazione, è minore solo per il ministero della Giustizia e per quello dell’Economia. In questi due dicasteri l’indennità partiva già da una cifra più elevata.
Arretrati
Le nuove indennità sono retroattive. Ovvero si applicheranno dal primo gennaio del 2023. Quindi dovranno essere versati ai ministeriali anche due anni di arretrati. A quanto ammonta la somma totale? Sul piatto ci sono 1.200 euro lordi, che andranno ad aggiungersi ai circa mille euro di arretrati previsti dal rinnovo del Ccnl delle Funzioni centrali. Fanno tremila euro di arretrati complessivi. Nelle prossime settimane è atteso poi in Consiglio dei ministri un altro decreto che interessa da vicino i ministeriali. Il provvedimento a cui sta lavorando la Funzione pubblica punta sempre ad armonizzare i trattamenti accessori tra le amministrazioni, ma l’obiettivo questa volta è quello di parificare il salario accessorio dei ministeri con quello delle Agenzie fiscali. Sui “premi” c’è un problema di “spread”. All’Inps possono arrivare a valere anche diciassettemila euro l’anno, mentre nei ministeri si riducono a poche centinaia di euro.

Ottima l’informazione sui Ministeri