Le questioni morali e di principio si piegano alle concrete ragioni ed impellenze esigenze di bilancio. Il comune di Roma vince le resistenze degli ultimi mesi e dà via libera alla Rottamazione quinques: la misura coinvolgerà soprattutto multe non pagate, tributi comunali e imposte locali. Nel dettaglio rientrano le sanzioni elevate da vigili urbani e ausiliari del traffico (in ballo ci sono circa 160 milioni di crediti da riscuotere), oltre a Imu, Tari, tassa per l’occupazione del suolo pubblico e altri tributi comunali. Anche in questo caso il meccanismo seguirà il modello nazionale della definizione agevolata. I cittadini potranno quindi estinguere i propri debiti pagando soltanto quanto originariamente dovuto, con l’eliminazione delle sanzioni accessorie e degli interessi di mora. L’operazione riguarda una serie di debiti fiscali e amministrativi accumulati nel corso degli anni e rappresenta un’opportunità importante per cittadini e imprese alle prese con cartelle non saldate.
L’adesione
La normativa nazionale, approvata dal governo Meloni, lasciava infatti ai Comuni la possibilità di aderire alla definizione agevolata per multe, tasse e tributi di competenza locale entro il 30 giugno, attraverso una specifica delibera del Consiglio comunale. Alla fine, come detto, il Campidoglio ha deciso di procedere con l’adesione. Una mossa che va incontro alle richieste della cittadinanza e che consente allo stesso tempo di fare cassa. La sanatoria interesserà le cartelle esattoriali riferite a tributi statali e locali notificati tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, coprendo un arco temporale di 23 anni. Tra le somme che potranno essere rottamate figurano il mancato o errato pagamento dell’Irpef, dell’Imu, della Tari e delle multe per violazioni del codice della strada elevate dalla polizia locale, ma anche da carabinieri e polizia. Molto ampi di meccanismi di pagamento, strutturati in base all’importo dovuto. Per i debiti fino a mille euro è previsto il versamento in un’unica soluzione. Per somme comprese tra mille e 10 mila euro si potrà scegliere un piano fino a tre rate mensili. Nel caso di importi superiori a 10 mila euro e fino a 30 mila euro sarà possibile richiedere fino a sei rate mensili, mentre oltre i 30 mila euro si potrà arrivare a un massimo di 12 rate. In attesa che altri comuni decidano il da farsi (Napoli ha aderito, Milano potrebbe presto accodarsi) val bene ricordare come funziona la Rottamazione 5.0 a livello generale (incasso stimato 9 miliardi). Potrà aderire solo chi ha presentato la dichiarazione ma ha omesso il pagamento, mentre sarà escluso chi non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi e anche chi è stato oggetto di accertamento. Il debito potrà essere corrisposto in un’unica soluzione oppure potrà essere rateizzato su 9 anni con 54 rate bimestrali (con un tasso annuo ridotto dal 4 inizialmente previsto al 3 per cento) tutte di pari importo. La rata iniziale (versamento entro il 31 luglio) non potrà essere inferiore a 100 euro.
Il meccanismo
La sanatoria è stata costruita ad ampio spettro. Potranno infatti aderire alla misura anche i tributi relativi agli enti locali, come ad esempio multe, Imu e Tari. La rottamazione quinques è piuttosto conveniente. Come già per le rottamazioni precedenti, il contribuente potrà infatti estinguere i debiti, versando unicamente le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso spese per le procedure esecutive e per i diritti di notifica. Non sono invece da corrispondere le somme dovute a titolo di interessi iscritti a ruolo, sanzioni, interessi di mora e aggio. Dal beneficio si decade dopo due rate non pagate – anche non consecutive – ma con un meccanismo maggiormente punitivo rispetto alla Rottamazione quater: il debito residuo non sarà infatti rateizzabile e dovrà essere a quel punto corrisposto in un’unica soluzione. Sono esclusi da questa nuova definizione agevolata i debiti già oggetto di rottamazione con la quater (la definizione agevolata tuttora in corso, che riguarda i carichi fino al 30 giugno 2022). Chi al 30 settembre risulta in regola con i versamenti della quater non potrà infatti sospendere i pagamenti e passare alla quinquies: i debiti già “indicati” nelle domande di rottamazione quater per i quali i pagamenti previsti sono regolari non potranno infatti essere inseriti nella domande della Rottamazione quinquies.
Beneficiari
Sulla platea dei contribuenti potenzialmente interessati ballano varie ipotesi ma dovrebbe trattarsi di una cifra molto ridotta rispetto alle cifre circolate nelle scorse settimane. Secondo i dati disponibili solo meno del 20% del totale dell’evasione deriva dal mancato versamento, mentre oltre l’80% riguarda chi non presenta la dichiarazione dei redditi o la presenta in modo infedele. I contribuenti che al 2022 avevano ancora una cartella sono 16 milioni.
