Buste paga più generose a luglio per i dipendenti pubblici e privati che si trovano in una situazione di credito con il Fisco e che trasmetteranno entro oggi, venerdì 20 giugno, il 730 all’Agenzia delle Entrate. I dipendenti, statali compresi, che rispettano questa scadenza, nel caso in cui l’imposta dovuta a titolo di Irpef risulti inferiore a quella già trattenuta in busta paga nelle tredici mensilità del 2024, riceveranno nel cedolino del mese prossimo i rimborsi dovuti. Tempistiche diverse per i pensionati che indicano l’Inps come sostituto d’imposta: nel loro caso i rimborsi slittano al secondo mese successivo a quello della presentazione del 730. Sempre oggi scade il termine entro il quale è possibile annullare un 730 precompilato già inviato. Da domani non sarà più consentito procedere con l’annullamento online e, in caso di errori, bisognerà inoltrare una dichiarazione integrativa o correttiva. Quando si annulla un 730 già trasmesso è necessario aspettare tra le 24 e le 48 ore prima di poterne inviare uno nuovo.
La scadenza
La scadenza del 20 giugno vale sia per i dipendenti che utilizzano il modello precompilato, sia per quelli che si servono di intermediari come commercialisti e Centri di assistenza fiscale. Per ricevere in busta paga i rimborsi per deduzioni e detrazioni fiscali è indispensabile indicare i riferimenti del datore di lavoro nella sezione dedicata a “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio”. I dipendenti che invieranno la dichiarazione dei redditi dopo il 20 giugno ed entro il 30 settembre dovranno aspettare più a lungo prima di incassare eventuali rimborsi per l’anno di imposta 2024. I rimborsi, quando dovuti, saranno loro erogati direttamente dall’Agenzia Entrate, non prima di dicembre. Anche i contribuenti che presentano il modello 730 senza indicare il sostituto d’imposta dovranno attendere fino a dicembre.
Come rateizzare il debito
Il conguaglio del modello 730 può far emergere un credito per il quale il contribuente ha diritto a un rimborso fiscale o, viceversa, un debito da saldare. Chi ha fruito del taglio del cuneo fiscale senza possedere i requisiti per accedere alla misura, per esempio, rischia di trovarsi in una situazione di debito. Il pericolo che corre chi si trova in questa condizione è quello di scontare una maxi trattenuta concentrata in una sola busta paga. Il debito però può essere rateizzato. Se la dichiarazione si presenta tramite Caf o professionista è sufficiente dichiarare di voler versare l’imposta a rate. Se si presenta il 730 in autonomia la scelta va indicata nel Quadro F del modello 730, nella colonna 7 del rigo F6. Si può optare per il pagamento dilazionato in 7 rate al massimo. La prima rata va saldata entro fine giugno.
