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Ministeri, crescono gli stipendi: +18% in dieci anni

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Le retribuzioni contrattuali dei dipendenti pubblici non dirigenti sono cresciute tra il 2016 e il 2025 del 14,9%, a fronte dell’aumento del 16,2% delle retribuzioni dei lavoratori privati. Tuttavia, gli stipendi degli statali non hanno ancora recuperato il potere di aqcuisto perso negli anni successivi alla pandemia a causa dell’inflazione. Resta un ritardo che supera i sette punti percentuali. Così emerge dall’ultimo rapporto semestrale sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici dell’Aran, secondo il quale l’inflazione nel periodo è stata del 22,6%. La buona notizia è che nel 2025 le retribuzioni contrattuali dei pubblici non dirigenti sono cresciute del 2,7%, più dell’aumento dei prezzi, assestatosi al +1,5%.

Funzioni centrali

Nel suo ultimo rapporto sugli stipendi della Pa, l’Aran si focalizza sull’andamento delle retribuzioni delle Funzioni centrali. Nei ministeri gli stipendi si sono resi protagonisti di un balzo del 13% nel 2021-2023. Mentre tra il 2016 e il 2025 (nostante tra il 2015 e il 2018 la contrattazione nella Pa fosse bloccata) sono aumentati di quasi il 18%, più di quanto rilevato nel settore privato. «I dati parlano chiaro: le retribuzioni nella Pubblica Amministrazione sono cresciute del 2,7% nel 2025, con effetti già visibili dei principali rinnovi contrattuali. Ma il dato più significativo riguarda le Funzioni Centrali, dove la crescita retributiva nel periodo 2021-2023 ha raggiunto il 13%, circa il doppio di quanto stimabile sulla sola base degli incrementi contrattuali formali. Un risultato che dimostra come gli investimenti sull’organizzazione del lavoro, sulla carriera e sulla produttività producano valore reale per i lavoratori pubblici», ha commentato il ministro della funzione pubblica, Paolo Zangrillo. A spingere in alto le retribuzioni dei dipendenti dei ministeri non sono stati però solo i rinnovi contrattuali. L’Aran nel suo rapporto evidenzia l’incidenza che hanno avuto altre componenti dello stipendio dei pubblici dipendenti, a partire dai premi di risultati, che in alcuni casi hanno determinato una crescita delle retribuzioni del 7%. Ma anche il potenziamento dell’Ivc, l’indennità di vacaza contrattauale, ha contrbuito alla crescita record delle buste paga dei ministeriali e degli altri lavoratori del comparto Funzioni centrali.

Gli altri comparti

Nei comparti Aran la crescita media annua degli stipendi nel 2025 è stata del 2,2%, con differenze significative tra i comparti: le Funzioni centrali guidano il risultato con +5,4%, mentre l’Istruzione e Ricerca segna un +2,8%, la Sanità +0,8% e le Funzioni locali +0,6%. Per i comparti pubblici non contrattualizzati e seguiti dall’Aran (Forze armate, magistrati) la crescita delle retribuzioni nel 2025 è stata del 4,6% (+17,2% nel decennio a fronte del 14,3% per i comparti a contrattazione collettiva seguiti dall’Aran). Il rapporto, ha sottolineato l’agenzia, tuttavia non registra ancora il pieno effetto di alcuni importanti rinnovi conclusi a dicembre 2025 e nei primi mesi del 2026, relativi al triennio 2022-2024 (Istruzione e Ricerca, Funzioni locali, Sanità).

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