PA Magazine

/

Ministeri, agenzie fiscali e enti pubblici: solo un dipendente su due avrà il mini-aumento in busta paga del nuovo decreto Aiuti

5 minuti di lettura
iStock

Il nuovo decreto aiuti da 14,3 miliardi che sarà approvato dal governo la prossima settimana, promette un taglio dei contributi a favore dei dipendenti. Uno sconto, secondo le anticipazioni, dell’1 per cento per i redditi fino a 35 mila euro. Una misura insomma, in continuità con quella già adottata dal governo Draghi nella scorsa legge di Bilancio e che aveva ridotto sempre i contributi dello 0,8 per cento. Il taglio dei contributi dell’1% comporterebbe un aumento, fino a dicembre, dello stipendio al massimo di 27 euro al mese. Si tratta di una misura “alternativa” al bonus da 200 euro erogato a luglio sempre ai dipendenti e ai pensionati con redditi fino a 35 mila euro. Il taglio dei contributi varrà, ovviamente, sia per i lavoratori del settore privato che per il Pubblico impiego. Nel comparto delle Funzioni centrali, che comprende i ministeri, le Agenzie fiscali, gli enti pubblici non economici, il Cnel e l’Enac, a ricevere l’aiuto sarà un dipendente su due.

Aumenti di stipendio fino a 27 euro al mese per i redditi sotto i 35 mila euro. Pensioni rivalutate del 2%. Stop al bonus 200 euro

I CONTEGGI

Nelle Funzioni centrali sono impiegati circa 270 mila lavoratori. Secondo i conteggi elaborati da PaMagazine sui dati del Conto annuale del Tesoro, saranno in 141 mila ad aver diritto agli aumenti in busta paga che arriveranno con il taglio del cuneo. Si tratta dei dipendenti che hanno un reddito da lavoro inferiore alla soglia dei 35 mila euro indicata dal governo come tetto massimo per poter accedere alla decontribuzione. Nei ministeri, per esempio, la retribuzione media è di 31.122 euro lordi l’anno. Dunque il mini aumento delle buste paga dovrebbe coinvolgere i 125 mila dipendenti che vi lavorano. Nel caso invece delle Agenzie Fiscali, dove lavorano (escluso il personale dirigente) circa 40 mila persone, la retribuzione media annuale rilevata dal Conto annuale del Tesoro è di 37.021 euro, dunque superiore alla soglia dei 35 mila euro stabilita dal governo per l’aiuto.

Firmato il contratto per le Funzioni centrali. Arrivano gli aumenti

LE AGENZIE FISCALI, L’INPS E L’INAIL

In questo caso, allora, meglio scendere più nel dettaglio delle retribuzioni medie, e vedere quelle delle singole aree di appartenenza dei dipendenti. Nella prima Area delle Agenzie fiscali, dove però sono inquadrate soltanto 229 persone, la retribuzione media è di 26.275 euro lordi l’anno. In questo caso dunque, il bonus scatterebbe. E lo stesso vale per la seconda area, nella quale sono inquadrati quasi 15 mila lavoratori per una retribuzione media lorda annua di 33.329 euro. Fuori invece, rimarrebbero i funzionari della Terza Area, 24 mila dipendenti in tutto, con una retribuzione media annua di 39.416 euro. Un discorso analogo vale anche per gli enti pubblici non economici, che includono l’Inps e l’Inail. I 37 mila dipendenti che ne fanno parte, hanno una retribuzione media di 41.336 euro. In questo caso solo i dipendenti dell’Area A, 1.343 in tutto, avrebbero diritto alla decontribuzione in busta paga visto che hanno un reddito lordo annuo medio di 32.126 euro. Il beneficio non scatterebbe invece per gli assistenti dell’Area B (8.459 in tutto con una retribuzione lorda media di 35.746 euro) e per i funzionari di Area C, 27 mila in tutto, con una retribuzione media di 43.428 euro.

Taglio del cuneo fiscale anche per gli statali

L’IMPATTO DEL RINNOVO DEL CONTRATTO

I dati delle retribuzioni lorde annue registrate dal Conto annuale del Tesoro, sono quelli del 2020. Nel frattempo per le Funzioni centrali è arrivato il rinnovo del contratto di lavoro che ha già portato in busta paga aumenti del 4,4 per cento e il pagamento degli arretrati. La domanda insomma, è spontanea: c’è il rischio che aumenti e arretrati possano far superare la soglia dei 35 mila euro per chi è al limite? In teoria questo pericolo non dovrebbe esserci. La decontribuzione, che sarà in vigore fino a dicembre, dovrebbe avere come riferimento le retribuzioni del 2021. Ma sarà comunque necessario attendere di vedere come sarà scritta la norma dal governo. Anche il taglio dell’1 per cento non è ancora stato pienamente definito. Il ministro dell’Economia Daniele Franco, ha spiegato che i “pesi” delle misure che faranno parte del decreto saranno decisi solo nei prossimi giorni. L’effetto di avere solo dei mini aumenti sulle buste paga e mini aumenti sulle pensioni, potrebbe anche portare a decisioni diverse sull’impiego dei 14 miliardi.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da