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Milleproroghe, ok ai medici a lavoro fino a 72 anni

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Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno approvato l’emendamento del governo al decreto Milleproroghe per il trattenimento in servizio, su base volontaria, dei medici ospedalieri fino ai 72 anni di età. Il 19 febbraio è previsto il voto di fiducia sul Milleproroghe, dopodiché il testo andrà al Senato per la conversione, passaggio che dovrà avvenire non oltre il 1° marzo. Un altro tema al centro dei 375 emendamenti segnalati alle commissioni Affari costituzionali e Bilancio di Montecitorio riguarda la rottamazione quinquies. Per incentivare l’adesione, gli emendamenti in discussione puntano a introdurre una maggiore flessibilità nelle rateizzazioni. 

Sanità

Sarebbero circa 5 mila i medici in pensione che, grazie alle misure adottate negli ultimi anni, hanno potuto continuare a esercitare la professione, hanno stimato i sindacati del settore. I medici in pensione riammessi a lavoro fino a 72 anni potranno decidere se continuare a ricevere l’assegno pensionistico o percepire la retribuzione ordinaria. Alla possibilità per i medici ospedalieri di restare in servizio fino ai 72 anni di età, si aggiunge quella per gli infermieri dipendenti delle aziende di esercitare la libera professione fino al 2027. L’entrata in vigore delle norme sulle incompatibilità slitta al 31 dicembre 2027. Con il termine incompatibilità si indicano i limiti previsti dalla normativa allo svolgimento di attività lavorative aggiuntive da parte del personale del comparto sanitario, infermieri compresi. Questi limiti individuano in pratica quelle attività lavorative che non possono essere svolte perché risultano in conflitto con il rapporto di lavoro principale. Grazie alla nuova proroga il personale del comparto potrà continuare a operare in regime derogatorio ancora per molto tempo, in risposta alle difficoltà strutturali di reclutamento e tenuta degli organici nei servizi.

Rottamazione

Tornando alla definizione agevolata delle cartelle, l’idea è permettere a chi decade da un piano di rateazione ordinaria per debiti esclusi dalla rottamazione di richiedere una nuova dilazione. Potrebbe cambiare anche la Rottamazione quater. Un emendamento punta infatti a salvare chi non ha pagato la rata del 30 novembre 2025, prevedendo la riammissione ai benefici della definizione agevolata a condizione che il versamento avvenga entro il 28 febbraio 2026, dunque entro la fine di questo mese. Altre modifiche rilevanti riguardano gli affitti brevi. Dal 1° gennaio la gestione di tre o più immobili in affitto breve comporta l’obbligo di apertura della partita Iva e l’inquadramento come attività d’impresa, escludendo l’uso della cedolare secca. Il Milleproroghe potrebbe concedere ai gestori sei mesi in più di tempo per mettersi in regola. 

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