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Milleproroghe, niente lavoro agile per i fragili

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Non ha prodotto risultati il tentativo estremo del M5S di riportare in vita tramite il Milleproroghe lo smart working agevolato per i lavoratori fragili della Pubblica amministrazione. Gli emendamenti dei pentastellati, oltre a prevedere la proroga dello smart working semplificato fino al 30 giugno per i lavoratori fragili della Pa, puntavano a trasformare in norma strutturale il lavoro agile per tutti i lavoratori (pubblici e privati) con l’equiparazione al ricovero ospedaliero per i fragili che fanno un lavoro non compatibile con la prestazione da remoto.

Per i fragili del pubblico il diritto al lavoro da remoto è scaduto alla fine di dicembre, mentre nel privato questa corsia preferenziale, valida anche per i genitori di figli under 14, resta accessibile. Si è venuta così a creare una disparità di trattamento che il titolare della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, ha provato a smussare con una direttiva ad hoc. «Ai lavoratori del pubblico che documentano gravi, urgenti e non altrimenti conciliabili situazioni di salute, personali e familiari – si legge lela direttiva – va data la possibilità di svolgere la prestazione lavorativa in modalità agile, anche derogando al criterio della prevalenza dello svolgimento della prestazione lavorativa in presenza».

Il provvedimento

La commissione Affari costituzionali e Bilancio della Camera ha terminato i lavori sul Milleproroghe e ha passato il provvedimento all’esame dell’Aula. Anche per tutto il 2024 gli amministratori pubblici saranno sollevati da responsabilità contabili in caso di colpa grave. Li proteggerà lo scudo erariale, prorogato per altri sei mesi. E, sempre a proposito di scudi, ha ricevuto via libera anche la proroga, per l’intero 2024, dello scudo penale per i medici, introdotto con lo stato di emergenza Covid. Viene limitata ai soli casi di colpa grave la punibilità per chi in modo colposo causa morte o lesioni personali nell’esercizio di una professione sanitaria in situazioni di grave carenza di personale sanitario. Poi. I medici che lo vorranno potranno continuare a lavorare fino a 72 anni. Un emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Milleproroghe ha cambiato la legge di Bilancio dello scorso anno inserendo una nuova norma. Per far fronte alle esigenze di formazione e tutoraggio, soprattutto dei medici con contratto di formazione specialistica, ma anche per fronteggiare la grave carenza di personale le aziende del Servizio sanitario nazionale, l’emendamento di Fdi prevede che fino al 31 dicembre 2025 i medici del Ssn potranno restare in servizio fino al raggiungimento dei 72 anni di età.

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