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Manovra, in pensione due anni prima se hai fatto lo stage

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Stage riscattabili come la laurea. Questa settimana ci sarà un vertice di maggioranza sulla manovra per fare il punto sugli emendamenti “bandiera” dei partiti di governo e capire a quali dare il via libera. Uno di questi punta a facilitare l’accesso alla pensione consentendo di riscattare fino a due anni, anche non continuativi, di stage o tirocini “extracurricolari” non coperti da contributi. Lo chiede FdI con un emendamento alla manovra presentato in commissione Bilancio al Senato. Il costo del riscatto potrà essere pagato in un’unica soluzione o in 120 rate senza interessi.

La proposta

Fratelli d’Italia propone di rendere riscattabili anche i corsi professionali riconosciuti come equivalenti a titoli universitari e che servano per partecipare ai concorsi o all’esercizio delle professioni. In questo caso il riscatto sarà limitato però  alla durata effettiva e a quella legale del corrispondente corso universitario, così prevede l’emendamento del partito della premier Giorgia Meloni. Per quanto riguarda le coperture, secondo quanto si legge nell’emendamento, sono necessari fondi pari a circa 2 milioni di euro l’anno.

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La misura riguarderà, se approvata, i lavoratori senza contributi prima del 1996 e il riscatto sarà valido solo se entro 6 mesi dalla fine dello stage si è iniziato a lavorare, da dipendente o autonomo con iscrizione previdenziale. Per i lavoratori del settore privato l’onere del riscatto può essere sostenuto dal datore di lavoro che può destinare a questo scopo i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso.

Si guadagnano 7 anni per la pensione

Insomma, il meccanismo di riscatto degli stage ricalca quello in uso per gli anni universitari. Obiettivo: colmare i buchi contributivi accumulati durante percorsi lavorativi frammentati, così da offrire ai lavoratori la possibilità di anticipare l’accesso alla pensione o aumentare l’importo dell’assegno mensile. La combinazione tra riscatto della laurea e recupero degli anni di tirocinio consentirebbe di guadagnare fino a sette anni ai fini previdenziali.

Quota 103 e Opzione donna, proroga più vicina

Sul tavolo c’è anche la proroga di Quota 103 per consentire anche nel 2026 l’uscita dal lavoro con 62 anni di età e 41 anni di contributi. Si valuta anche il rinnovo di Opzione Donna, il canale di uscita dedicato alle lavoratrici con 35 anni di contributi e almeno 61 anni di età.

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Si punta poi a bloccare l’aumento dell’età pensionabile per militari e poliziotti. Infine, si va verso la creazione di un fondo per alimentare le pensioni fin dalla nascita sul modello di quello che è già stato sperimentato in Germania.

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