Sì alla detassazione del salario accessorio dei dipendenti pubblici. Così i premi e i bonus riconosciuti dalle pa di appartenenza diventeranno più ricchi. Il governo punta a ristabilire la parità di trattamento tra pubblico e privato, dove la defiscalizzazione del “salario extra” è già in vigore per i dipendenti con una retribuzione massima di 80 mila euro (i premi di produttività pagati dalle aziende sono stati tassati al 10 o al 5 per cento). La buona notizia è contenuta del Documento programmatico di bilancio che il governo ha inviato alla Commissione europea.
Premi detassati al 10 per cento
La norma che introdurrà la detassazione del salario accessorio a favore dei dipendenti pubblici è ancora oggetto di confronto in seno al governo. Sui trattamenti accessori degli statali dovrebbe venire applicata una cedolare secca del 10 per cento. Anche nel pubblico verrà fissata una soglia retributiva entro la quale si avrà diritto al beneficio. Il limite deve ancora essere stabilito con precisione e al momento oscilla tra 60 e 80 mila euro. L’ipotesi più probabile è che l’asticella venga fissata a 70 mila euro lordi annui di stipendio. La defiscalizzazione, inoltre, non riguarderà tutte le voci del salario accessorio, ma solo alcune. Gli straordinari, per esempio, non dovrebbero godere dello sgravio.
Una svolta per 2,6 milioni di dipendenti
«Da molto tempo la Confsal-UNSA chiedeva la detassazione del salario di produttività anche per il pubblico impiego», ha commentato il segretario generale della Federazione Confsal-UNSA, Massimo Battaglia. La svolta riguarda 2,6 milioni di lavoratori del pubblico. In tanti nella Pa ricevono i premi di risultato. Parliamo, in media, di oltre mille euro l’anno di salario accessorio. «Auspico – ha aggiunto Battaglia – che questa scelta possa rappresentare un primo passo verso il pieno riconoscimento anche nel settore pubblico di misure già adottate, o che si pensa di adottare, per il lavoro privato, come la detassazione sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali». Il segretario generale della Federazione Confsal-UNSA ha anche invitato il governo a sanare nella legge di Bilancio la disparità di trattamento tra pubblico e privato nel pagamento del Tfs/Tfr, «nel pieno rispetto delle due sentenze emesse in materia dalla Corte Costituzione a seguito di ricorsi della Confsal-UNSA».
Il Consiglio dei ministri
Il Documento programmatico di bilancio, che contiene lo scheletro della prossima Manovra, è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 14 ottobre e subito dopo è stato inviato a Bruxelles. Ecco cosa dice il testo a proposito dello sconto fiscale che verrà introdotto a favore dei lavoratori pubblici. «Al fine di favorire l’adeguamento salariale al costo della vita e rafforzare il legame tra produttività e salario nel settore privato, sono previsti specifici interventi di carattere fiscale per i lavoratori dipendenti in materia di rinnovo dei contratti e premi di risultato. Per le medesime finalità, nel settore pubblico, si prevede una misura di agevolazione fiscale sul trattamento accessorio». La legge di Bilancio dovrebbe essere approvata oggi in Consiglio dei ministri.
