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Straordinari detassati anche nella Pa, scatta un nuovo bonus di 800 euro

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La manovra incassa alla Camera 216 voti favorevoli e ottiene il via libera finale. E per i dipendenti pubblici è in arrivo un bonus di 800 euro nel 2026 grazie alla detassazione del trattamento accessorio, misura che comporterà minori entrate per lo Stato per 358,5 milioni l’anno prossimo. La liquidazione del Tfs dei lavoratori della Pa, inoltre, subirà un’accelerazione a partire dal 2027. Resta invece immutato, per adesso, l’aumento di sei mesi dell’età pensionabile di militari e poliziotti, a decorrere dal 2030, ma un ordine del giorno della Lega alla manovra, approvato martedì, ha aperto a un incremento più soft. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha fatto sapere che una decisione definitiva sulle pensioni verrà presa l’anno prossimo.

Straordinari detassati

Una delle misure della manovra più attese dai lavoratori della Pa riguarda la detassazione degli straordinari. La legge di bilancio introduce una flat tax, per tutto il 2026, su straordinari, festivi e lavoro notturno, sia per i lavoratori dipendenti del privato (a eccezione delle strutture turistico-alberghiere, per le quali è previsto un intervento ad hoc) che per quelli del pubblico. Nel privato la misura si applicherà sui redditi fino a 40mila euro, con una flat tax al 15%, che sostituirà l’imposizione Irpef e le addizionali regionali e comunali. Il beneficio prodotto dallo sgravio non potrà superare la soglia massima di 1.500 euro annui. Si stimano 2,3 milioni di lavoratori coinvolti. Nel pubblico, invece, la flat tax farà presa sui redditi fino a 50mila euro e potrà produrre un vantaggio economico fino a 800 euro annui.

Pensioni

La Lega punta a sterilizzare l’aumento di tre mesi (1 mese nel 2027 e altri 2 mesi nel 2028) dell’età pensionabile. Il governo ha dato parere favorevole all’odg che impegna l’esecutivo a «valutare l’opportunità di riconsiderare la misura» che prevede che i requisiti pensionistici aumentino di un mese dal 2027 e di tre mesi dal 2028, adottando «le opportune iniziative normative volte a sospendere, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica, l’aumento in questione». Il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia a ordinamento civile e militare e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che nei prossimi anni rischia di vedere aumentare di sei mesi i requisiti per uscire dal lavoro, guarda con particolare interesse a questa partita. Per poliziotti e militari è previsto infatti un incremento dell’età pensionabile aggiuntivo rispetto a tutti gli altri lavoratori, ovvero di un ulteriore mese dal 1° gennaio 2028, di un altro mese dal 2029 e di un altro mese ancora a partire dal 2030. Insomma, a meno di correzioni il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco andrà in pensione sei mesi più tardi a decorrere dal 2030.

L’anticipo del Tfs

La legge di bilancio interviene poi sul Tfs-Tfr dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Previsto l’anticipo di tre mesi della liquidazione del trattamento di fine servizio o di fine rapporto per i dipendenti pubblici che maturano i requisiti di accesso al pensionamento dal 1° gennaio 2027, con maggiori spese di 265 milioni per il 2027 e 272 milioni per il 2028. L’effetto della misura verrebbe tuttavia neutralizzato dall’aumento dell’età pensionabile, a meno che questo non venga “congelato” come chiesto dal Carroccio.

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