Un nuovo ritocco alle pensioni minime, in modo da portare l’aumento dal 2,2 al 2,7 per cento. In termini assoluti si tratterebbe di un ritocco di 7 euro mensili agli assegni più bassi. Per adesso si tratta di una proposta di modifica alla manovra di Bilancio presentata da Forza Italia ma sulla quale il pressing nei confronti del governo è forte. Se l’emendamento fosse approvato, l’assegno minimo salirebbe a 623 euro. Le coperture, pari a 100 milioni, verrebbero ricavate dal Fondo per le esigenze indifferibili. Quello andato in scena in questi giorni in Parlamento è, comunque, il più classico degli assalti alla diligenza. Le proposte di modifica presentate da tutti i partiti alla manovra sono oltre 4.500. Decisamente troppe. Anche perché i fondi a disposizione dei parlamentari per le modifiche non superano i 120 milioni di euro. Ogni nuova spesa, dunque, dovrà essere coperta con un taglio o con una nuova tassa. Entro la prossima settimana, comunque, le proposte di modifica dovranno essere ridotte a sole 250. Ogni partito dovrà “segnalare” gli emendamenti che ritiene prioritari.
LA ROTTAMAZIONE
Tra quelli della Lega dovrebbe rientrare la nuova proposta di rottamazione delle cartelle esattoriali. Si tratterebbe della quinta di questo genere e comprenderebbe le cartelle emesse dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. La proposta è a prima firma Gusmeroli e prevede che i debiti potranno essere estinti senza corrispondere le somme affidate all’agente della riscossione a titolo di interessi e di sanzioni, gli interessi di mora o le sanzioni e le somme aggiuntive e le somme maturate a titolo di aggio, versando le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella. Si potrà pagare in massimo 120 rate uguali, la prima il 31 di luglio 2025 e le restanti l’ultimo giorno del mese fino alla estinzione del debito.
IL BONUS SCUOLA
Fratelli d’Italia ha invece proposto un bonus da 1.500 euro da utilizzare nelle scuole paritarie. «A partire dall’esercizio finanziario 2025, alle famiglie con reddito Isee non superiore ad euro 40.000,00 è riconosciuto un voucher, spendibile esclusivamente presso una scuola paritaria, per un importo annuale massimo pari a euro 1.500 per ogni studente frequentante una scuola paritaria primaria, secondaria di I grado o il primo biennio di una scuola paritaria di II grado», si legge nel testo presentato dai deputati Malagola e Coppo. «L’effettivo ammontare del voucher per ogni studente è calcolato sulla base di scaglioni inversamente proporzionali al reddito Isee e nei limiti di un finanziamento complessivo pari ad euro 65 milioni annui.
LA PREVIDENZA
Da Forza Italia e Lega, invece, è arrivata una proposta di riforma della previdenza integrativa. Innanzitutto c’è la richiesta di riaprire il silenzio-assenso per il conferimento del Tfr ai fondi pensione. E poi la proposta di ridurre drasticamente l’imposta sostitutiva sui rendimenti dei fondi pensione, oggi già agevolata al 20%, quasi dimezzandola. La spinta alla previdenza complementare che la maggioranza vuole imprimere con la manovra arriva anche da questa strada. Due emendamenti molto simili di FI e Lega propongono di portare la tassazione al 12,5%, mentre altri due sempre degli stessi gruppi prevedono un taglio ancora più ampio all’11%.
LE OPPOSIZIONI
Anche le opposizioni hanno presentato numerosi emendamenti. Il Movimento 5 stelle prova a reintrodurre per il 2025 e il 2026 il Reddito di cittadinanza e la Pensione di cittadinanza, misure cancellate da quest’anno e sostituite con l’assegno di inclusione. Le opposizioni poi rilanciano la proposta di un salario minimo fissato per legge a 9 euro lordi. Altri emendamenti propongono per i padre lavoratori il riconoscimento di un congedo parentale obbligatorio di cinque mesi, fruibile fino a dodici mesi dalla nascita del figlio, anche congiuntamente con la madre. La copertura per la misura arriverebbe dalla riduzione dei sussidi ambientalmente dannosi. Un emendamento di Alleanza Verdi e Sinistra prevede l’introduzione di una patrimoniale per incrementare le risorse destinate al sistema sanitario nazionale. Un’imposta «ordinaria unica e progressiva sui grandi patrimoni la cui base imponibile è costituita da una ricchezza netta superiore a 5,4 milioni di euro derivante dalla somma delle attività mobiliari ed immobiliari al netto delle passività finanziarie, posseduta ovvero detenuta sia in Italia che all’estero, da persone fisiche.
