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Smart working pubblico: soddisfatto l’86% degli utenti

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Soddisfatto della Pa l’86 per cento dei cittadini che si sono rivolti agli uffici pubblici nel corso della pandemia. L’applauso al lavoro svolto dagli statali in questi ultimi due anni arriva direttamente dall’Istat, che ha diffuso un report su cittadini e lavoro a distanza nel settore pubblico durante l’emergenza sanitaria. Sorpresa: è spuntato anche un emendamento al decreto Pnrr 2, del Cinquestelle Danilo Toninelli, che al fine di garantire la piena attuazione della missione “Competenze e carriere” del Piano nazionale di ripresa e resilienza, chiede che il lavoro agile torni una delle modalità ordinarie di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni. 

Il report

Nel periodo compreso fra maggio 2020 e gennaio 2022 il 40,1% dei cittadini over 18 si è rivolto ad almeno un ufficio della Pa. Il 37,7% esclusivamente attraverso uno sportello fisico e il 30,8% solo attraverso quelli online. Ristltato? L’86,9% dei cittadini che hanno usufruito dei servizi della PA ha espresso almeno una volta molta o abbastanza soddisfazione. Complessivamente ha espresso insoddisfazione o ha constatato un peggioramento della qualità dei servizi offerti il 31,6% dei cittadini, pari a circa 6 milioni di persone. Tra questi il 31,4% ha detto che i problemi c’erano anche prima dell’adozione del lavoro a distanza, mentre per il 31,2% il lavoro a distanza è una concausa e per il 28,6% costituisce invece la principale causa dei disservizi.

La mappa

Le persone si sono rivolte soprattutto agli uffici comunali: lo ha fatto un cittadino su quattro (23,9%). Il 12,5% si è rivolto all’Inps, una quota di poco minore alle segreterie degli uffici scolastici (10,9%), il 6,5% all’Agenzie delle Entrate. Ad usare lo sportello online è stata la maggioranza delle persone che hanno usufruito degli uffici dell’Inps (72,5%), dell’Agenzia delle Entrate (56%) e delle segreterie scolastiche (56%). Lo sportello fisico invece è stata la modalità più utilizzata per rivolgersi agli uffici comunali (57,6%).

Pagelle

La maggioranza dei cittadini non ha ravvisato cambiamenti nella qualità di almeno uno dei servizi ricevuti rispetto al periodo pre-pandemico (65,2%). Un cittadino su quattro (ovvero il 25,6%) ha lamentato un peggioramento in almeno una delle circostanze in cui si è rivolto alla Pa. Una quota più bassa (13%) ha notato un miglioramento. Per tutti gli uffici pubblici considerati, la quota di quanti non rilevano cambiamenti nella qualità del servizio erogato rispetto a prima dell’emergenza sanitaria è più ampia di quanti al contrario evidenziano un miglioramento o un peggioramento. Focalizzando l’attenzione su quanti si sono rivolti solo a un ufficio pubblico, il 20,9% ha riscontrato un peggioramento e il 9,8% un miglioramento. Resta tuttavia fortemente maggioritaria la quota di quanti non rilevano cambiamenti (64,8%).

1 Comment

  1. Chi nella sua quotidianità non conosce un impiegato della pubblica amministrazione? Che non ci scambia 4 chiacchere???? Magari davanti an aperitivo o ad un caffe? Ebbene; da una mia indagine é emerso che, tutti gli interpellati usano ,chi piu e chi meno le stesse frasi!. “Adesso ci tocca lavora(qualcuno ha aggiunto “di piu”) ce stanno a fa un culo …non abbiamo un attimo libero!!!! Era meglio in ufficio!!!!!!! In questa situazione lavorativa la PRODUTTIVITÀ, per cui sono pagati PROFUMATAMENTE, comincia ad “emergere ” come un sito archeologico, il “contribuente” riscontra una piacevole inversione di tendenza(indice di soddisfazione dell’ 86% secondo i dati sopracitati)…ossia; dai Disservizi si é,finalmente passati ai Servizi che ricordiamo al popolo, dovrebbe essere la Normalità!!!!!!

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