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Liquidazione Tfs/Tfr: i nuovi prestiti dell’Inps all’1%

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Buone, anzi ottime notizie per i pensionati della Pa in attesa della liquidazione. Stop ai prestiti fino a 45mila euro delle banche, con tassi sempre più svantaggiosi. L’Inps scende infatti in campo e da febbraio erogherà anticipi sulla liquidazione pari al 100 per cento dell’importo dovuto, con un tasso di poco superiore all’uno per cento. Insomma, gli anticipi del Tfs o del Tfr agli statali passeranno ora (anche) attraverso l’istituto di previdenza. Resta da vedere come reagiranno gli istituti di credito che hanno aderito all’accordo Abi per l’anticipo della liquidazione ai pubblici dipendenti a tassi bassi. In molti in questi anni si sono tirati fuori: l’unica grande banca ad aver sposato la convenzione tra Abi e governo è Unicredit.

La svolta

La svolta è arrivata con la deliberazione numero 219 del consiglio di amministrazione dell’istituto guidato da Pasquale Tridico, adottata il 9 novembre. Sorride chi è uscito in anticipo dal lavoro, con Quota 100 o 102, visto che al momento deve attendere di compiere 67 anni per ottenere la buonuscita. Come detto l’Inps applicherà tassi più vantaggiosi rispetto a quelli praticati dalle banche. Via anche il limite dei 45mila euro: gli istituti di credito concedono il prestito fino a questa soglia, mentre l’Inps non prevede paletti simili.

I numeri

Non è un mistero: oggi gli statali ricevono la liquidazione dopo anni. Pure quelli che vanno in pensione per raggiunti limiti di età finiscono in sala di attesa. Ci possono volere fino a 5 anni per riscattare l’importo spettante. Per provare a sciogliere in parte il nodo dei ritardi, Abi e governo (ai tempi del Conte I) hanno avviato una convenzione, che è stata recentemente rinnovata, sulla base della quale le banche possono anticipare ai dipendenti pubblici in pensione fino a 45mila euro di liquidazione, con interessi calmierati. Calmierati? Il tasso previsto dall’accordo è il risultato della somma del rendistato e di uno spread dello 0,4%. Il rendistato però è schizzato alle stelle e per la scadenza più breve ha superato il 2,6%, mentre per le scadenze più lunghe è arrivato a toccare il 4,5%. L’anticipo del Tfs-Tfr da parte delle banche costa oggi (bene che va) il 3%. I conti, insomma, non tornano.

Le regole

Da febbraio del 2023 l’Inps potrà prestare ai lavoratori pubblici che vanno in pensione somme pari alla liquidazione maturata a un tasso dell’1% (più le spese dello 0,5%). La liquidazione dovrà essere ceduta con la clausola pro-solvendo all’Inps. Le domande andranno presentate on line e saranno accolte in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse a disposizione.  Attenzione: chi ha un debito con l’Inps o con l’Agenzia delle Entrate non potrà accedere alla misura.

Il sindacato

Così Massimo Battaglia, segretario generale Confsal UNSA: «Il cda dell’Inps ha deliberato  di istituire con decorrenza 1° febbraio 2023 l’erogazione di anticipazioni ordinarie del Tfs e Tfr, applicando alla nuova prestazione il tasso di interesse dell’1%, a tasso fisso per tutta la durata del finanziamento e in regime di capitalizzazione semplice. Un primo segnale importante, in linea con quanto fortemente voluto da Confsal UNSA anche nel recente Congresso di Riccione del 18 ottobre. Comunque, rimaniamo in attesa fiduciosi del pronunciamento della Corte Costituzionale sul ricorso pendente circa il ritardato pagamento della liquidazione dei dipendenti pubblici». 

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