I vincitori del concorso dell’Unione europea per 1.490 amministratori potranno lavorare nelle principali istituzioni europee, tra cui la Commissione europea, il Parlamento europeo, il Consiglio dell’Ue o le agenzie comunitarie, con sedi soprattutto a Bruxelles, Lussemburgo e Strasburgo. Lo stipendio iniziale è di 6.150 euro lordi al mese (prevista anche un’indennità di espatrio del 16% e una copertura sanitaria europea). Per partecipare alla selezione è necessaria la laurea, ma non è richiesta nessuna esperienza specifica. La candidatura va trasmessa entro le 12 di oggi, esclusivamente online, tramite il portale Eu Careers. Sono attesi circa 50 mila partecipanti.
Come prepararsi
Il concorso generalista Ad5 come detto è aperto a laureati di qualsiasi disciplina. È sufficiente una laurea triennale, conseguirla entro il 30 settembre 2026. Richiesta poi la conoscenza di almeno una lingua ufficiale dell’Ue in modo approfondito e di una seconda lingua europea a livello soddisfacente. Diverse le prove da superare, tra cui un test di ragionamento verbale, numerico e astratto, un esame teso a verificare il livello di conoscenza dell’Unione europea e le competenze digitali, e un altro sui temi europei che richiederà la redazione di un testo da parte dei candidati. Sul sito dell’Ufficio europeo di selezione del personale sono disponibili simulatori ufficiali per esercitarsi con i test di ragionamento. È consigliabile inoltre seguire con attenzione l’attualità europea, perché molte prove richiedono di argomentare su temi legati alle politiche dell’Ue. Chi supererà la selezione entrerà in una lista di riserva da cui le istituzioni potranno attingere per le assunzioni.
Lavorare nell’Ue
L’Ufficio europeo di selezione del personale organizza concorsi pubblici per selezionare il personale per posti a tempo determinato e indeterminato. Il sito internet dell’Epso è il primo punto di riferimento per chi vuole lavorare per l’Ue. Lavorare per l’Ue può significare svariate possibilità di carriera, a seconda del proprio profilo: revisione dei conti, comunicazione, economia e statistica, amministrazione pubblica europea, relazioni esterne, finanza, tecnologie dell’informazione, traduzione o interpretazione. Nelle istituzioni dell’Unione europea lavorano attualmente più di 60 mila persone dei 27 Stati membri. I dipendenti di nazionalità italiana sono più di 2.500 circa (l’Italia è il secondo paese per presenze nelle posizioni apicali, dopo la Germania). Nell’Ue gli stipendi per i profili più qualificati possono arrivare a superare i ventimila euro al mese.
