L’Inapp ha fotografato un incremento dell’occupazione del 3,5% tra il mese di dicembre del 2019 e il mese di ottobre del 2024, con oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro creati. Il tasso di occupazione è del 62,5% con 24,1 milioni di occupati, un record. Questo dato, tuttavia, non deve fare dimenticare la differenza tra il tasso di occupazione italiano e quello dei 20 principali paesi Ue, uno “spread” che stando all’indagine Eurostat 2023 è del -8,5%. Ulteriori criticità evidenziate dall’ultimo rapporto Inapp sul lavoro sono rappresentate dall’alto tasso di inattività, dalla difficoltà nel trovare lavoratori e dal disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Per quanto riguarda l’inattività, circa un terzo della popolazione in età lavorativa non è sul mercato del lavoro. Si tratta principalmente di donne e giovani. Record, questa volta in negativo, nel Mezzogiorno, dove la disoccupazione femminile è del 58,2%. La difficoltà nel trovare manodopera è lamentata dal 47% delle imprese. Si tratta di un dato, riscontrato anche dalle indagini Excelsior Unioncamere-Ministero del Lavoro, in crescita rispetto al 2019 del 22,5%. Infine, il disequilibrio tra domanda e offerta di lavoro è alimentato dalla formazione professionale poco aderente ai bisogni delle imprese, nonché dalla riduzione della popolazione attiva.
Politiche attive
Il Programma Gol ha permesso di accrescere la partecipazione alle politiche attive del lavoro e, al 30 novembre 2024, ha garantito a più di 3 milioni di persone di essere prese in carico. Di queste, il 61,3% ha avviato o concluso una politica attiva o un tirocinio extracurriculare. La metà del bacino è rappresentata da adulti tra i 30 e i 54 anni. Se a questi si somma la quota degli over 55, si raggiunge il 70% di persone coinvolte. Gli individui non immediatamente occupabili sono quelli che presentano maggiori caratteristiche di vulnerabilità: per il 25% sono necessari percorsi di formazione per adeguare le competenze. Il 45,3% delle persone prese in carico risulta disoccupato da oltre 12 mesi. Sul totale dei tirocini avviati e conclusi nel 2021, e con almeno un mese di esposizione alla ricerca di lavoro, il 48,6% ha una comunicazione obbligatoria (Co) per lavoro a un mese dalla conclusione dell’esperienza. Al 30 novembre 2024 il sistema delle Co segnalava un esito occupazionale positivo per 1.139 mila lavoratori, pari al 36,6% del totale dei presi in carico. Di questi, il 58% risultava assunto con contratti di natura temporanea. I tassi di occupazione risultano più elevati (45,5%) per chi è più vicino al mercato del lavoro o per chi richiede un percorso parziale di adeguamento delle competenze. Le percentuali sono più basse se si prendono in considerazione i percorsi di formazione per la riconversione delle competenze (18,3%) o i programmi di inclusione sociale (19,7%).
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«Pesano in questa fase l’impatto dei cambiamenti demografici determinati dalla riduzione della popolazione in età di lavoro e quello delle tecnologie digitali sulle organizzazioni del lavoro e sulle professioni», afferma il presidente Inapp, Natale Forlani. Forlani poi sottolinea come gli sgravi contributivi nel 2023 siano stati utilizzati per il 25% delle nuove attivazioni, che salgono al 42% per la componente femminile (il 77% delle assunzioni agevolate delle donne riguarda contratti a termine e part-time). Ancora. Il 50% delle imprese con meno di 50 dipendenti, per la gran parte nei comparti dei servizi, ha utilizzato le agevolazioni. La rilevanza dell’utilizzo degli incentivi nei settori caratterizzati da una elevata flessibilità dei rapporti di lavoro ha vanificato l’obiettivo primario di favorire le assunzioni a tempo indeterminato. Stando a quanto emerge dal rapporto dell’istituto risulta necessaria una riforma organica delle politiche attive del lavoro, in modo da ridurre i tempi delle prese in carico e migliorare le misure formative finalizzate all’occupazione. Per Forlani è indispensabile cambiare prospettiva e mettere al centro delle politiche economiche e lavorative tre obiettivi: aumentare la produttività, migliorare le competenze dei lavoratori e ottimizzare l’uso delle risorse umane. Per raggiungere questi scopi serve una collaborazione fra istituzioni formative, organizzazioni dei lavoratori e del Terzo settore. Conclude l’Inapp: «Bisogna dare la prioprità al rafforzamento dei percorsi in duale, in crescita negli ultimi anni, mediante la costruzione di una cornice normativa condivisa in grado di valorizzare in modo organico le innovazioni normative».
