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Lavoro agile, una maxi indennità al posto dei buoni pasto

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Niente buoni pasto per gli statali che saranno in smart working ma riconoscimento di un’indennità di lavoro agile in busta per ripagare i costi aggiuntivi a carico del lavoratore, per la connessione internet da casa e i maggiori consumi di acqua, luce, gas. Questo uno dei punti in discussione nell’ambito della trattativa in corso tra l’Aran e i sindacati per il rinnovo del contratto degli statali. Sulla quantificazione dell’indennità di smart working la richiesta dei sindacati è che essa non monetizzi in busta semplicemente il corrispettivo mensile dei buoni pasto, ma contenga una parte dei consistenti risparmi che le amministrazioni ottengono grazie allo smart working, in modo tale che restino nelle tasche dei lavoratori. 

La trattativa 

L’utilizzo massivo del lavoro agile dal marzo 2020 ha fatto registrare in alcuni ministeri risparmi di spesa anche dell’80%. Nella bozza di proposte inviate dall’Aran ai sindacati per la definizione del nuovo contratto, lo smart working passa dall’essere «modalità ordinaria» di svolgimento della prestazione lavorativa a «possibile modalità di effettuazione della prestazione lavorativa», articolata su tre fasce orarie in una giornata di 24 ore. Una proposta che sarà avanzata dal mondo sindacale, secondo quanto si apprende, è che nel nuovo contratto degli statali sia specificata l’esatta definizione di cosa si intende per lavoro agile, per quanto riguarda per esempio il luogo di svolgimento dell’attività. Casa e hub lavorativo saranno equiparati?

Il nodo della retribuzione 

Quando si troverà a lavorare da remoto, il lavoratore non timbrerà più il badge in entrata e uscita. Si dovrà dunque stabilire, questa la posizione di una parte dei sindacati al tavolo, se prevedere forme alternative di controllo del tempo oppure se ancorare la retribuzione a obiettivi di lavoro. E in base a questo discutere, prevedendo un sistema di relazioni sindacali, sulle varie voci della retribuzione. In questo senso entrerà nella trattativa anche il tema dei buoni pasto. La posizione che l’Aran dovrebbe presentare al tavolo è di non riconoscerli per i periodi di lavoro svolti in smart working, partendo dal presupposto che i 7 euro oggi versati agli statali per il pasto sono ancorati alla registrazione delle ore di lavoro effettuate e calcolati in base alla differenza di costo tra quanto si spenderebbe per un pasto a casa e quanto si spende per pranzare fuori. 

Maxi indennità

Per chi lavora in smart working la perdita dei buoni pasto potrebbe però essere compensata, questo uno dei temi della trattativa, da un’indennità in busta per rimborsare il lavoratore statale dei maggiori costi di luce, gas, acqua, connessione internet avuti durante il lavoro da remoto. Per quanto riguarda la quantificazione di questa indennità in busta, dal mondo sindacale dovrebbe arrivare la richiesta che siano calcolati al suo interno i risparmi che ogni pubblica amministrazione riporta per ogni lavoratore che svolge le sue funzioni da remoto. E che dunque questa minor spesa sia, almeno in parte, monetizzata in busta agli statali. 

3 Comments

  1. Ma perché si continua ancora a confondere il lavoro agile con l’obbligo di lavorare da casa oppure da un ?hub”.
    Il
    Lavoro agile prescinde da qualunque contesto spauo-temporale perché è organizzato per obiettivi, fasi e cicli lavoratovi, “senza precisi vincoli sul luogo di lavoro”.
    Non è un caso che la prima bozza della piattaforma del CCNL consegnata dall’Aran afferma che “il lavoro agile è incompatibile con il telelavoro “

  2. Io., dipendente comunale. Da marzo 2021 ricevo i buoni pasto anche in smartworking, per tutto il.periodo precente dal 12 marzo 2020 no..pago 7 € in busta paga e IL.COMUNE NON MI HA NEANCHE DATO L’ ATTREZZATURA ( STO USANDO UN MIO VECCHIO COMPUTER) NE ‘MI HA RIMBORSATO LE SPESE DI MAX CONSUMO ELETTRICITÀ NE’ INTERNET CHE PER ME SONO ONEROSE.Si pretende correttezza e controlli sul lavoro giusto, ma il lavoratore in smartworking come me che sono persona fragile ,perché sono comunale , mi è stato riferito che non ho diritto neanche a il.buono di 516 € perché ho anche gravi problemi alla schiena, avevo chiesto una sedua ERGONOMICA., come da decreto, credo o che questi bonus o agevolazioni siano tutte bufale o gli enti pubblici al solito siano trattati come di ultimo grado .SI parlava di aumento di stipendio essendo ormai scaduto il.contratto da tre anni e non si è visto un € di più. E devo dire che se mi ammalo mi si fa una trattenuta: vietato ammalarsi…Brunetta è cosi che si trattano i comunali?altro che nullafacenti ..nullaottenenti…io guadagno da una vita 1000 € al mese perché per sopravvivere ho dovuto chiedere una cessione e un piccolo prestito..e mettici anche questo Quando i sindacati si muoveranno per noi ? Io dato che non mi hanno mai aiutato ho preferito togliermi.. Grazie per l ‘ attenzione

  3. in realtà per i grossi enti ci sarebbe anche la dismissione di canoni di fitto di locali, quando i numeri risultano consistenti e fissi nel tempo

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