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Lavoro agile, i benefit (e i permessi) previsti dal nuovo contratto

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Il nuovo contratto dei dipendenti pubblici delle Funzioni centrali dedica un intero capitolo alla regolamentazione dello smart working, definendone i principi generali, le modalità di accesso e di svolgimento della prestazione lavorativo e stabilendo le differenze che intercorrono per esempio tra lavoro agile e telelavoro. Potranno lavorare da remoto tutti i dipendenti che svolgono attività compatibili con lo smart working. Anche i lavoratori agili avranno diritto alla fruizione dei permessi familiari nella cosiddetta fascia di contattabilità. La scelta della sede esterna in cui svolgere la prestazione lavorativa dovrà rispettare una serie di requisiti che le singole amministrazioni chiariranno in un’informativa ad hoc. La preintesa sottolinea che «il lavoro agile è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro». Infine nel contratto si legge che questa forma di organizzazione del lavoro «è finalizzata a conseguire il miglioramento dei servizi pubblici e l’innovazione organizzativa garantendo, al contempo, l’equilibrio tra tempi di vita e di lavoro».

Benefit

Saranno le singole amministrazioni a individuare le attività che possono essere effettuate in lavoro agile. Esclusi in partenza i lavori in turno e quelli che richiedono l’utilizzo costante di strumentazioni non remotizzabile. Dovrà in ogni caso essere facilitato l’accesso allo smart working per i lavoratori in condizioni di particolare necessità, non coperte da altre misure. «Lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile non modifica la natura del rapporto di lavoro in atto», si legge poi nel documento firmato all’Aran nei giorni scorsi, «fatti salvi gli istituti contrattuali non compatibili con la modalità a distanza, il dipendente conserva i medesimi diritti e gli obblighi nascenti dal rapporto di lavoro in presenza, ivi incluso il diritto a un trattamento economico non inferiore a quello complessivamente applicato nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’amministrazione». E ancora. «L’amministrazione garantisce al personale in lavoro agile le stesse opportunità rispetto alle progressioni di carriera, alle progressioni economiche, alla incentivazione della performance e alle iniziative formative previste per tutti i dipendenti che prestano attività lavorativa in presenza».

Sedi esterne

Gli statali in smart working potranno lavorare dal salotto di casa propria solo a determinate condizioni. Così la preintesa: «Ove necessario per la tipologia di attività svolta dai lavoratori e per assicurare la protezione dei dati trattati, il lavoratore concorda con l’amministrazione i luoghi in cui è possibile svolgere l’attività». In ogni caso, sottolinea sempre l’accordo, nella scelta dei luoghi di svolgimento della prestazione lavorativa a distanza il dipendente è tenuto ad accertare la presenza delle condizioni che garantiscono la sussistenza delle condizioni minime di tutela della salute e sicurezza del lavoratore, nonché la piena operatività della dotazione informatica, e ad adottare tutte le precauzioni e le misure necessarie e idonee a garantire la più assoluta riservatezza sui dati e sulle informazioni in possesso dell’ente. «A tal fine», viene specificato nel contratto, «l’amministrazione consegna al lavoratore una specifica informativa in materia». Negli accordi individuali che disciplineranno l’esecuzione della prestazione lavorativa svolta all’esterno dei locali dell’amministrazione dovranno poi essere presenti una serie di elementi, come la durata dell’accordo, l’indicazione delle giornate di lavoro da svolgere in sede e di quelle da svolgere a distanza, le modalità di recesso e le ipotesi di giustificato motivo di recesso, l’indicazione della fascia dell’inoperabilità che tutela il diritto alla disconnessione e ke modalità di esercizio del potere direttivo e di controllo del datore di lavoro sulla prestazione resa da remoto.

Permessi e disconnessione

La prestazione lavorativa in modalità agile può essere articolata nelle seguenti fasce temporali: la fascia di contattabilità (nella quale il lavoratore è contattabile sia telefonicamente che via mail o con altre modalità similari) e la fascia di inoperabilità (nella quale il lavoratore non può erogare alcuna prestazione lavorativa). Nella fascia di contattabilità, il lavoratore può richiedere la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge: si va dai permessi per particolari motivi personali o familiari ai permessi sindacali. Infine, «per sopravvenute esigenze di servizio il dipendente in lavoro agile può essere richiamato in sede, con comunicazione che deve pervenire in tempo utile per la ripresa del servizio e, comunque, almeno il giorno prima». Il rientro in servizio, stabilisce il contratto per le Funzioni centrali, non comporta il diritto al recupero delle giornate di lavoro agile non fruite.

2 Comments

  1. Green pass a 6 mesi, booster a 4, ffp2 sui mezzi di trasporto, chiusura di scale mobili (2 su 3 Roma Tiburtina) ingressi di una singola fermata metro (2 su 4) non si capisce per quale motivo se non per fare accalcare la gente… Però noi dobbiamo andare in ufficio 3 volte a settimana! Di tornare a un massiccio smart working non si parla, non sia mai che brunetta debba ammettere di aver combinato un disastro!!! Se mi ammalo denuncio l’amministrazione

  2. E’ incredibile riscontrare che siamo l’unico paese d’Europa che non valuta o implementa il ricorso massiccio allo Smart Working per contrastare la pandemia

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