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Lavoro agile, stop ai fragili della Pa. Per i privati altri tre mesi

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I lavoratori fragili della Pa corrono il serio rischio di ricevere una cattiva sorpresa sotto l’albero di Natale. Per loro infatti è in scadenza il lavoro agile agevolato. Oggi i dipendenti pubblici con patologie particolarmente gravi possono svolgere la prestazione da remoto a condizioni di favore, in pratica hanno diritto allo smart working anche in assenza di specifici accordi individuali con il proprio datore di lavoro. Sul lavoro agile semplificato per i fragili del pubblico impiego il sipario dovrebbe calare alla fine di dicembre. Al contrario, per i fragili del privato e i genitori di minori under 14 sempre del privato il diritto allo smart working verrà prorogato fino al 31 marzo. Sullo sfondo il Covid, che ha ripreso a mietere contagi con l’arrivo dell’inverno.

Di proroga in proroga

Lo smart working agevolato per i fragili del pubblico impiego è stato prorogato a più riprese. L’ultima volta a settembre, quando il governo tramite decreto ha spostato in avanti di tre mesi, ovvero fino al 31 dicembre, la possibilità di ricorre al lavoro agile semplificato per gli statali con condizioni di salute considerate particolarmente a rischio. Una proroga fortemente voluta allora dal ministro della Funzione pubblica, Paolo Zangrillo, proprio per equiparare il settore pubblico a quello privato. Non si è trattato però di una misura a costo zero: sono stati messi sul piatto 1,67 milioni per estendere lo smart working semplificato nel pubblico. Questa soluzione comporta costi elevati soprattutto nella scuola, dove il personale docente che svolge la prestazione da remoto si occupa in questa fase di attività di supporto all’attuazione del Piano triennale dell’offerta formativa.

L’allarme

Ora la domanda che si stanno ponendo i fragili della Pa è questa: nel pubblico la fine del lavoro agile semplificato verrà rinviata ancora una volta, dopo che la commissione Bilancio del Senato ha approvato l’emendamento che estende al 31 marzo il lavoro agile per i fragili del privato e i genitori di under 14? In caso contrario, del resto, si verificherebbe un’allarmante disparità di trattamento. Tuttavia, mentre per quanto riguarda il privato un provvedimento di questo tipo non grava sulle finanze pubbliche, nella Pa, come spiegato prima, c’è un conto da pagare. Insomma, bisognerà vedere se nelle prossime settimane il governo riuscirà a reperire le risorse necessarie per allungare anche nel pubblico il lavoro agile agevolato fino alla primavera inoltrata.

Le patologie

Nel privato funziona così: hanno diritto al lavoro agile tutti i lavoratori dipendenti che, sulla base delle valutazioni dei medici competenti sono più esposti a rischio di contagio dal virus SARS-CoV-2, in ragione dell’età o della condizione di rischio derivante da immunodepressione, da esiti di patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita o comunque da comorbilità che possano caratterizzare una situazione di maggiore rischio, accertata dal medico competente. Nel pubblico invece detta legge il decreto interministeriale del febbraio del 2022, che individua le patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità individuate in presenza delle quali uno statale viene considerato fragile.

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