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Ingerenza del Csm sui dipendenti della Giustizia, chiesto l’intervento di Mattarella

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Ufficio per il Processo: a rischio l’autonomia della contrattazione collettiva. Il segretario generale di Confsal-Unsa, Massimo Battaglia, scrive al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per chiedere un intervento istituzionale. La vicenda è nota e ruota intorno all’accordo sulle famiglie professionali sottoscritto in primavera (il 29 aprile) dal titolare della Giustizia, il ministro Carlo Nordio, e dai sindacati Confsal Unsa, Confintesa, Cisl, Uil Fp e Flp. Il contratto integrativo inquadra gli addetti all’Upp nell’Area dei funzionari dei Servizi giudiziari e ha valore strategico, perché definire le famiglie professionali costituisce il passaggio indispensabile per stabilizzare il personale precario e dare avvio alle nuove procedure di riqualificazione tra le aree, premiando il merito e l’esperienza. L’accordo, che come ricorda Battaglia nella lettera ha aperto alla stabilizzazione di 9.368 addetti all’Upp, è stato messo però in discussione dai magistrati togati del Csm e sottoposto a verifiche con l’apertura di una pratica presso la Settima commissione. Il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, ha definito l’apertura di tale pratica «un’ingerenza» da parte del Csm sull’operato del dicastero di via Arenula

A seguito della messa in discussione dell’accordo si è venuto a creare un clima di incertezza non solo tra il personale direttamente coinvolto nel percorso di stabilizzazione, ma anche tra l’insieme dei lavoratori dell’amministrazione giudiziaria, che da questo processo attendono un concreto rafforzamento del capitale umano. Confsal-Unsa, prima organizzazione sindacale del ministero della Giustizia, da settimane si batte in prima linea insieme alle altre organizzazioni firmatarie del contratto del 29 aprile affinché quest’ultimo trovi applicazione. «L’iniziativa intrapresa dal Csm configura un’oggettiva ingerenza con materie estranee al suo perimetro costituzionale», scrive il segretario generale di Confsal-Unsa. Il Csm, insiste Massimo Battaglia nella lettera, non ha voce «sulla composizione degli Uffici per il Processo né sull’impiego del personale assegnato a questi ultimi, che restano materia del dicastero dal punto di vista gestionale e, sul piano regolativo del rapporto di lavoro, della contrattazione integrativa». «La questione – prosegue il segretario generale – investe direttamente l’autonomia della contrattazione collettiva e il principio di leale collaborazione tra organi di rilievo costituzionale». Battaglia chiede perciò al Presidente della Repubblica di valutare «un richiamo al rispetto del perimetro costituzionale attribuito a ciascun organo».

IL TESTO DELLA LETTERA

llustrissimo Signor Presidente,
la scrivente Organizzazione Sindacale Confsal-UNSA, quale prima O.S. del Dicastero Giustizia e firmataria del CCNL Comparto Funzioni Centrali e dell’Accordo Integrativo del 29 aprile 2026 in materia di famiglie professionali e di stabilizzazione del personale già Addetto all’Ufficio per il Processo, si rivolge alla Sua altissima attenzione nella duplice Sua veste di Garante della Costituzione (art. 87 Cost.) e di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (art. 104, co. 2, Cost.), per rappresentare una vicenda che, per la sua oggettiva rilevanza costituzionale, esige un richiamo al rigoroso rispetto del perimetro delle attribuzioni degli organi dello Stato e dell’autonomia della contrattazione collettiva quale espressione della libertà sindacale ex art. 39 Cost.

I. La vicenda.
In data 29 aprile 2026, presso il Ministero della Giustizia, è stato sottoscritto con l’On.nMinistro Carlo Nordio, all’esito di un confronto istituzionale lungo e responsabile, il CCNI stralcio sulle famiglie professionali, in attuazione dell’art. 18 del CCNL Funzioni Centrali 2019-2021 ed a
presidio del percorso di stabilizzazione del personate precario PNRR. L’accordo, che ha contestualmente definito la rimodulazione delle piante organiche del personale amministrativo della Giustizia, ha consentito la stabilizzazione di n. 9.368 lavoratrici e lavoratori, part ad oltre l’80% della platea, e ha previsto la validità triennale delle graduatorie: si tratta di uno dei più rilevanti intervento di superamento del precariato mai realizzato nella Pubblica Amministrazione.
In data 7 maggio 2026, i componenti togati del C.S.M., con l’adesione di tre laici, hanno richiesto l’apertura di una pratica presso la Settima Commissione, dichiaratamente finalizzata a “verificare se le modalità di realizzazione di tale accordo offrano adeguate garanzie in ordine alla
dotazione degli uffici del processo” e a sindacare la “distribuzione degli altri profili del personate” a Valle della rideterminazione delle piante organiche. In data 21 maggio 2026, il Segretariato Generale del C.S.M., con Nota Prot. n. 47/VV/2026, ha trasmesso al Primo Presidente della Corte di Cassazione, ai Presidenti delle Corti d’Appello e ai Presideni dei Tribunali l’annuncio dell’aggiornamento delle Linee Guida UPP, chiedendo ai “Dirigenti degli Uffici giudiziari” la compilazione, entro il 30 maggio 2026 e tramite link Microsoft Forms, di un questionario sulla
composizione degli UPP e sull’impiego del personale addetto. In data 24.06.2026 il citato Organo deliberava in ordine all’approvazione delle linee guide per l’Ufficio per il processo, da trasmettere ai dirigenti degli uffici ed al Ministero della Giustizia, cui seguivano in data 26.06.2026 le linee guide predisposte dal Ministero della Giustizia ai fini dell’applicazione dell’Accordo sottoscritto in data 29 aprile 2026, concernente il novo ordinamento professionale del personal non dirigenziale dell’Organizzazione giudiziaria e recante la definizione delle famiglie professionali e del relativo sistema di classificazione.

Il Viceministro della Giustizia Sen. Francesco Paolo Sisto ha pubblicamente qualificato l’apertura della pratica come Una forma di “ingerenza”, ribadendo che it C.S.M. “non è organo di controllo, neppure atipico, dell’operato del Ministero nelle sue prerogative istituzionali” (Comunicato
stamps del 7 maggio 2026, pubblicato su Giustizia newsonline, quotidiano del Ministero della Giustizia).

II. It perimetro costituzionale ed ordinamentale.
Le coordinate costituzionali della vicenda sono inequivoche. L’art. 110 Cost. attribuisce al Ministro della Giustizia, “ferme le competenze del C.S.M.”, “l’organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia”, ricomprendendovi il governo del personale amministrativo che ne
assicura la funzionalità. L’art. 105 Cost., simmetricamente, circoscrive le attribuzioni del Consiglio all “assunzioni, […] assegnazioni e […] trasferimenti, […] promozioni e […] provvedimenti disciplinari net riguardi dei magistrati”: per chiaro dettato costituzionale, le competenze dell’Organo di autogoverno riguardano la magistratura ordinaria e non si estendono al personale amministrativo della Giustizia.
In coerenza con tale impianto, it D.Lgs. 25 Iuglio 2006, n. 240, agli artt. 1 e 2, ha tradotto in discipline ordinarie la distinzione, attribuendo al magistrato capo la gestione del personale di magistratura e, in via esclusiva, al dirigente amministrativo la responsabilità della gestione del
personale amministrativo, “in coerenza con gli indirizzi del magistrato capo dell’ufficio”. Sul versante del rapporto di lavoro, l’art. 40, comma 1, del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165, riserva alla contrattazione collettiva la determinazione “dei diritti e degli obblighi direttamente pertinenti al
rapporto di lavoro, nonché delle materie relative alle relazioni sindacali”: riserva che è diretta espressione del principio costituzionale di libertà sindacale (art. 39 Cost.) e di buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione (art. 97 Cost.).
Il quadro che ne emerge non consente ambiguità: la composizione degli Uffici per il Processo, l’individuazione e l’impiego del personale amministrativo ivi assegnato, la definizione delle relative mansioni costituiscono materia riservata, sul piano gestionale, alla sfera datoriale ministeriale e, sul piano regolativo del rapporto di lavoro, alla contrattazione collettiva, e non rientrano, in alcuna possibile lettura del dettato costituzionale, nelle attribuzioni del C.S.M., le cui competenze tabellari incidono sulla sola organizzazione dell’attività giurisdizionale.

III. La natura dell’interferenza e la lesione dell’autonomia contrattuale.
Alla luce di tale quadro, l’iniziativa intrapresa dal C.S.M. configurerà, ad avviso della scrivente, un’oggettiva interferenza con materie estranee al proprio perimetro costituzionale. La denominazione formale di “aggiornamento delle Linee Guida UPP” non muta la sostanza dell’operazione, che si traduce nell’adozione, da parte di un Organo estraneo al rapporto di lavoro del personale amministrativo, di un atto destinato ad orientate scelte organizzative e gestionali ricadenti su una platea di lavoratori soggetti, per dettato costituzionale e di legge, al solo potere direttivo ministeriale ed alla discipline della contrattazione collettiva. La gravità è accentuata da circostanze oggettive: il testo del questionario non è stato condiviso con le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL né é pubblicamente accessibile. Il terrine del 30 maggio 2026 ha impedito di fatto ogni effettiva interlocuzione tra Amministrazione e Parti Sociali, l’iniziativa è stata adottata a meno di un mese dalla sottoscrizione dell’Accordo, in una sequenza temporale che, in via oggettiva, induce a leggerla come reazione al medesimo.
La questione investe direttamente l’autonomia della contrattazione collettiva. L’Accordo del 29 aprile 2026 costituisce atto negoziale che, in forza dell’art. 40 del D.Lgs. 165/2001, esaurisce, nelle materie ad esso riservate, la discipline del rapporto di lavoro del personale interessato. Il
principio “pact sunt servanda” – codificato dall’art. 1372 C.C. -non impone soltanto alle Parti il rispetto delle obbligazioni assunte, ma postula altresì in capo ai soggetti terzi il dovere di non interferire con la fisiologica esecuzione dell’accordo. La sola prospettiva che un Organo terzo rispetto al rapporto di lavoro possa, attraverso strumenti di indirizzo, ridefinire l’impiego, la composizione o le mansioni del personale stabilizzato lede l’affidamento delle Parti firmatarie e, conseguentemente, l’interesse pubblico al consolidamento del percorso di stabilizzazione di oltre novemila trecento lavoratrici e lavoratori, le cui legittime aspettative non possono essere messe in discussione da atti adottati al di fuori del perimetro competenziale dell’Organo procedente.

IV. Il principio di leale collaborazione.
La vicenda investe il principio di leale collaborazione tra organi di rilievo costituzionale, costantemente richiamato dalla Corte costituzionale quale criterio ordinatore dei rapport istituzionali. Tale principio – è opportuno ribadirlo – non costituisce titolo legittimante per l’espansione delle
proprie competenze in ambiti ad esse estranei, ma canone di rispetto reciproco che impone a ciascun organo di esercitare le proprie attribuzioni nell’osservanza di quelle altrui, evitando ingerenze, condizionamenti o sovrapposizioni idonee ad alterare l’equilibrio costituzionale. Nella vicenda in esame, la pretesa di acquisire, mediate atto consiliare, dati relativi alla composizione e all’impiego del personale amministrativo, ed il conseguente aggiornamento delle Linee Guida, configurano -al di la delle intenzioni soggettive dei promotori – una forma di sindacato esterno su materie costituzionalmente riservate ad altri soggetti, con effetto, anche solo potenziale, di condizionamento dell’attività ministeriale e contrattuale.

V. L’appello al Suo autorevole intervento.
E’ in questo quadro che la scrivente si rivolge a Lei. Nella Sua veste di Garante della Costituzione, Ella è il custode dell’equilibrio tra i poteri dello Stato e delle prerogative degli organi di rilievo costituzionale, nonché della libertà sindacale e dell’autonomia della contrattazione collettiva quali valor fondanti dell’ordinamento democratico. Nella Sua veste di Presidente del C.S.M., Ella è il primo interprete istituzionale del perimetro competenziale dell’Organo di autogoverno, ed è il soggetto cui spetta richiamare il Consiglio al rigoroso rispetto delle proprie attribuzioni costituzionali, nel reciproco rispetto delle prerogative degli altri organi dell0 Stato e delle Parti Sociali firmatarie del CCNL.
Tutto ciò premesso, la scrivente Organizzazione Sindacale Confsal-UNSA si rivolge alla Sua altissima attenzione affinché -nelle forme e nelle sedi che la Sua prudente valutazione istituzionale riterrà più opportune – Ella possa valutare: un richiamo, di solenne autorità presidenziale, al
principio di leale collaborazione tra istituzioni ed al rispetto del perimetro costituzionale delle competenze attribuite a ciascun organo, con particolare riferimento alla distinzione, scolpita dall’art. 110 Cost., tra le attribuzioni del C.S.M. e quelle del Ministro della Giustizia, una sollecitazione, da svolgersi nelle sedi consiliari nelle quali Le compete presiedere il Consiglio, affinché l’Organo riconduca la propria attività entro il perimetro delle competenze tabellari ed organizzative previste dalla Costituzione e dalla legge, astenendosi da iniziative -quali la raccolta sistematica di dati sulla composizione e sull’impiego del personal amministrativo – che incidono su materie riservate al Ministero ed alla contrattazione collettiva ai sensi dell’art. 40 del D.Lgs. 165/2001; ogni ulteriore iniziativa che, nella Sua superiore valutazione, possa contribuire a ripristinare e consolidare, anche per il futuro, il corretto equilibrio tra le competenze del C.S.M., quelle del Ministero della Giustizia e quelle delle Parti Sociali firmatarie del CCNL, scongiurando il ripetersi di iniziative analoghe ed a presidio della libertà sindacale e del buon andamento dell’azione amministrativa.
La scrivente, nel rinnovare il proprio convinto rispetto per l’altissima funzione istituzionale da Lei rivestita, per il Consiglio Superiore della Magistratura quale Organo di rilievo costituzionale e per la magistratura italiana quale presidio dello Stato di diritto, confida nella tempestiva
considerazione della presente segnalazione, restando a disposizione per ogni eventuale approfondimento.
Con il più profondo ossequio.

II Segretario Generale
Massimo Battaglia

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