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Lavoratori fragili, spunta un ordine del giorno al decreto Aiuti per prorogare lo smart working agevolato nel pubblico

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Lavoratori fragili del pubblico impiego, dopo la doccia fredda dell’emendamento bocciato al dl Aiuti, che avrebbe previsto la proroga delle tutele Covid, si riaccende la speranza. Speranza che ha la faccia di un ordine del giorno, sempre al decreto Aiuti, che potrebbe essere approvato nell’aula della Camera in settimana. Potrebbe, e anche se fosse, sulla sua efficacia tocca usare il condizionale, visto che già un analogo odg è stato approvato tempo fa, sempre a Montecitorio, ma senza che a questo impegno il Governo abbia fatto seguire i fatti. Motivo? Mancanza di risorse.

Attenzione alta in Parlamento 

Seppure il Governo abbia al momento fatto cadere nel vuoto la fine delle tutele Covid per i lavoratori fragili (smart working o malattia equiparata al ricovero), nelle Camere alcuni parlamentari stanno tenendo alta l’attenzione sul tema, chiedendo all’Esecutivo una nuova proroga fino a fine anno. A maggior ragione ora che il virus sta colpendo nuovamente in maniera diffusa. Nella seduta d’aula del 5 luglio, ad esempio, i deputati Matteo Dall’Osso (Forza Italia, quindi maggioranza) e Massimiliano De Toma (FdI, quindi opposizione) hanno risollevato il tema. L’ex M5s Dall’Osso, in particolare, ha ricordato come siano passati 5 giorni “da quando i lavoratori fragili sono stati lasciati soli” e ha rammentato al Governo come “il microbiologo accademico e divulgatore scientifico, Andrea Crisanti” abbia affermato che “ai fragili che sono in età da lavoro bisognerebbe dare la possibilità di lavorare a casa o creare ambienti protetti in ambito di lavoro, cosa che non è stata fatta: errore gravissimo. I lavoratori fragili – ha proseguito Dall’Osso – non possono scegliere di tutelarsi da soli, voi invece potete farlo, potete prorogare per legge le tutele a loro destinate come già avevate fatto”. Anche De Toma è tornato sull’argomento, chiedendo una proroga delle tutele fino al 1 dicembre 2022. “Ricordo – ha affermato in Aula – che il 28 giugno scorso è stato votato un ordine del giorno, a mia prima firma, che andava proprio nella direzione di prorogare le tutele per i lavoratori fragili al 31 dicembre 2022, ordine del giorno accolto favorevolmente e votato da tutto il Parlamento. I giorni passano, ma purtroppo continuo a non vedere risposte per i lavoratori fragili. Ricordo a tutti che c’è anche un tema, che mi sono permesso di riportare per coscienza a tutti i presenti, che è quello dei militari fragili. Dico ciò perché forse qualcuno dimentica che il Corpo delle Forze armate ha oggettive difficoltà per quanto riguarda questa particolarità”

Patologie interessate

Per lavoratori fragili si intendono i disabili e tutti coloro che sono affetti da patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità. Rientrano ad esempio nella categoria dei fragili i pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria, i pazienti oncologici (in terapia o meno) o che presentano 3 o più delle seguenti condizioni patologiche: cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, diabete mellito, bronco-pneumopatia ostruttiva cronica, epatite cronica, obesità. 

La scadenza

Dal lockdown in poi (con varie proroghe, non prive di alcuni ‘buchi’ temporali) i lavoratori fragili, sia pubblici che privati, sono stati messi in smart working fisso, con anche eventuali cambi di mansioni nel caso non si potesse svolgere il proprio lavoro in maniera agile. In alternativa, per chi proprio faceva un lavoro che non si potesse svolgere da remoto, è stata data la possibilità di prendersi periodi di malattia, equiparati al ricovero in ospedale. Tutte queste tutele sono scadute però, per il comparto pubblico, il 30 giugno. 

Linee guida 

Il ministero della Pubblica amministrazione ha più volte ricordato, comunque, che “la flessibilità già presente nella disciplina di rango primario e in quella negoziale per l’utilizzo del lavoro agile per il pubblico impiego, evidenziata già nella circolare del 5 gennaio 2022, a firma congiunta dei ministri per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, e del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando, consente – anche dopo il 30 giugno 2022 – a legislazione vigente, di garantire ai lavoratori fragili della Pubblica amministrazione la più ampia fruibilità di questa modalità di svolgimento della prestazione lavorativa”. 

5 Comments

  1. purtroppo non hanno previsto al momento neppure un rinnovo della sorveglianza sanitaria eccezionale per cui dal 1 agosto non potrà essere fatta valere neppure le disposizioni del 5 gennaio! Cosa fa il governo ha deciso di farci ammalare tutti così si toglie il problema di prendere decisioni?

  2. E i fragili nel pubblico impiego completamente dimenticati. Il diritto alla salute dovrebbe spettare a tutti sia nella PA che nel privato. Invece nel pubblico impiego è tutto scaduto a giugno ed i lavoratori fragili abbandonati. Costretti ad andare in ufficio e neanche la sorveglianza sanitaria.

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