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Fragili, si va verso la proroga delle tutele fino a dicembre

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Lavoratori pubblici fragili, si va verso una possibile proroga dello smart working fino a fine anno. Visto l’attuale aumento di contagi da Covid 19, infatti, il Governo starebbe valutando se approvare un’ulteriore proroga delle tutele previste in tempo di pandemia. Lo strumento potrebbe essere il decreto Aiuti, in conversione alla Camera, visto che tra gli emendamenti ce n’è proprio uno che proroga smart working e malattia equiparata al ricovero per questi lavoratori più esposti ai pericoli del Covid. E l’esecutivo starebbe riflettendo se ci sono le risorse per approvare questa modifica. 

Patologie interessate

Innanzitutto ricordiamo che per lavoratori fragili si intendono i disabili e tutti coloro che sono affetti da patologie croniche con scarso compenso clinico e con particolare connotazione di gravità. Rientrano ad esempio nella categoria dei fragili i pazienti con marcata compromissione della risposta immunitaria, i pazienti oncologici (in terapia o meno) o che presentano 3 o più delle seguenti condizioni patologiche: cardiopatia ischemica, fibrillazione atriale, scompenso cardiaco, ictus, diabete mellito, bronco-pneumopatia ostruttiva cronica, epatite cronica, obesità. 

La scadenza

Dal lockdown in poi (con varie proroghe, non prive di alcuni ‘buchi’ temporali) i lavoratori fragili, sia pubblici che privati, sono stati messi in smart working fisso, con anche eventuali cambi di mansioni nel caso non si potesse svolgere il proprio lavoro in maniera agile. In alternativa, per chi proprio faceva un lavoro che non si potesse svolgere da remoto, è stata data la possibilità di prendersi periodi di malattia, equiparati al ricovero in ospedale. Tutte queste tutele scadono però, per il comparto pubblico, il 30 giugno. Dal 1 luglio dunque, potenzialmente, tutti i lavoratori statali fragili dovrebbero tornare in ufficio. O, meglio, stabilire ognuno con la propria amministrazione – in base alle linee guida Brunetta-Orlando – se, quando e come continuare a lavorare da casa.

La possibile proroga

Seppure siamo a ridosso della scadenza, c’è un veicolo normativo che, come detto, potrebbe contenere una proroga delle tutele per i lavoratori fragili del pubblico impiego. Si tratta del decreto Aiuti, attualmente al suo primo passaggio parlamentare. Proprio in questi giorni le commissioni Bilancio e Finanze della Camera stanno votando gli emendamenti e tra questi ce n’è uno, della componente Maie-Psi-Facciamoeco, che propone appunto di prorogare fino a fine anno lo smart working (o in alternativa malattia come fosse ricovero) per tutti i lavoratori fragili, compresi quelli pubblici. Secondo quanto ci risulta, sull’emendamento attualmente non ci sarebbe una contrarietà del Governo ma c’è un nodo risorse: l’emendamento individua una copertura pari a 12 milioni di euro per il 2022 nel Fondo per le esigenze indifferibili. Ma il ministero dell’Economia sta facendo i suoi calcoli e le sue simulazioni, tentando di capire se ci sono le risorse per fare questo passa. Perché un’ulteriore proroga (come la precedente) costa, e non poco, per via del comparto scuola, lì dove per un insegnante fragile che si assente, se ne deve inserire in organico uno supplente. 

Una proroga col buco

Seppure, comunque, si dovesse approvare l’emendamento, e dunque la proroga, ci sarebbe comunque un buco normativo temporale, come c’è stato in aprile. Il decreto Aiuti, così come uscirà dal Parlamento, verrà infatti convertito in legge solo nella seconda metà di luglio (scade il 16 luglio), ed essendo questa – eventualmente – una modifica parlamentare, la proroga per i lavoratori fragili entrerebbe in vigore solo da metà luglio. Questo significa che, in punta di legge, ci sarebbe un periodo ‘scoperto’ di circa due settimane, in cui i lavoratori fragili potrebbero dover tornare in ufficio, seppure nella consapevolezza di tornare dopo poco in smart working. 

7 Comments

  1. Ad oggi non è stato ancora rinnovato nulla per i fragili nella pubblica amministrazione per cui da oggi sono rientrati in presenza al 100% in alcune amministrazioni….complimenti al governo che agisce sempre per tempo! Uno schifo

    • Uno schifo anche che vengano considerati due categorie di lavoratori fragili.
      La proroga non riguarderà tutti i lavoratori.

  2. Il 1 luglio è arrivato e non è stato prorogato niente…..si rientra in presenza ora che i contagi stanno aumentando e non c’è copertura vaccinale e nessun obbligo di mascherine nella PA (ed ho scoperto che non vengono piu fornite a nessuno)…… chi deve decidere e organizzare non ha capito niente in questi 2 anni e oltre di pandemia, i fragili sono allo sbaraglio

  3. Tante promesse inutili. E’ una vergogna, io la mia fragilità la darei volentieri a voi e ne farei molto volentieri a meno.
    Ma cosa credete che ci piaccia stare male, riempirci di medicinali per andare avanti. Vivere giorno per giorno per mandare avanti una famiglia con le difficoltà che abbiamo? Ma veramente non vi vergognate

  4. Nulla ci hanno presi in giro e dimenticati, come se non pagassimo le tasse. I nostri diritti costituzionali calpestati in modo vergognoso 18 luglio.
    Purtroppo i nostri problemi di salute non passano, vorrei tanto regalare la mia 104 art.3 comma 3 e stare bene.

  5. Il decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24 ha prorogato al 30 giugno 2022 la tutela previdenziale per i lavoratori fragili del settore privato assicurati per la malattia INPS. Nel contempo, ha modificato i criteri per l’individuazione delle categorie dei lavoratori aventi diritto. La norma precisa, infatti, che la proroga viene riconosciuta “esclusivamente per i soggetti affetti dalle patologie e condizioni individuate dal decreto del Ministro della Salute adottato ai sensi dell articolo 17, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2022, n. 11”.

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