PA Magazine

L’assegno unico taglia gli stipendi. Poi paga (forse) l’Inps

4 minuti di lettura
2
iStock

Qualcuno lo ha definito soltanto un effetto ottico. Ma probabilmente è una sottovalutazione che potrebbe creare più di un problema alla partenza, da marzo del prossimo anno, dell’assegno unico per i figli. La misura del governo è ormai nota. Le detrazioni fiscali per i figli a carico, gli assegni per il nucleo familiare e tutti bonus legati ai figli, da quello per la nascita a quelli per gli asili nido, saranno cancellati e sostituiti da un assegno omnicomprensivo il cui importo va da 175 euro al mese a 50 euro al mese per figlio in base all’Isee. Qualcuno ci guadagnerà, qualcun altro ci perderà. I conti vanno fatti famiglia per famiglia, visto che il meccanismo scelto per l’erogazione del contributo è quello della situazione economica familiare. L’Isee appunto.

La sforbiciata

Ma a preoccupare gli addetti ai lavori è al momento, un altro aspetto. Nella busta paga del mese di marzo i datori di lavoro, sia pubblici che privati, predisporranno le buste paga senza più tenere conto delle detrazioni per i figli e degli assegni per il nucleo familiare. Il risultato è che per circa 7 milioni di famiglie con figli a carico, il netto del cedolino sarà più basso. In alcuni casi decisamente più basso. Il quotidiano economico Italia Oggi, per esempio, ha calcolato che per un lavoratore con una retribuzione lorda annua di 20 mila euro, il netto in busta paga una volta eliminate le detrazioni per i figli e gli assegni familiari, potrebbe scendere da 1.421,15 euro a 1.169,23 euro. Più di 250 euro in meno sul cedolino. Una riduzione decisamente visibile della busta paga.

I timori

Certo, è vero che il taglio del cedolino sarà “compensato” da un accredito diretto dell’assegno unico sul conto corrente da parte dell’Inps. Ma la preoccupazione che inizia a circolare tra gli addetti ai lavori è che possa esserci una discrasia temporale tra la scomparsa in busta paga delle detrazioni e dell’assegno per il nucleo, e l’accredito sul conto da parte dell’Inps del nuovo assegno per i figli. Un rischio che dovrebbe a tutti i costi essere scongiurato. I tempi non giocano a favore. L’assegno unico per i figli è “su domanda” (a parte per i percettori del Reddito di cittadinanza che lo ottengono in automatico). La domanda potrà essere presentata all’Inps a partire dal primo gennaio del prossimo anno e avrà una durata di 12 mesi. Vuol dire che ogni anno dovrà essere ripresentata per non perdere il beneficio.

Corsa contro il tempo

Per poter presentare la domanda, però, sarà prima necessario che l’Inps approvi le istruzioni operative. Le istruzioni operative, a loro volta, dovranno essere predisposte entro 20 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legislativo che attua l’assegno unico. Il decreto deve ancora essere esaminato dalle Commissioni parlamentari, che hanno tempo fino al 20 dicembre per esprimere il loro parere e licenziarlo. Per presentare la domanda, inoltre, sarà necessario avere l’Isee del 2022, che si potrà richiedere soltanto a partire dal mese di gennaio del prossimo anno. Quella che si prospetta, insomma, è una vera e propria corsa contro il tempo sia da parte delle istituzioni che devono far combaciare ogni tassello dell’assegno unico, sia delle famiglie che dovranno presentare la domanda per ottenerlo. Il pericolo che arrivino i tagli alle buste paga e che invece non arrivi subito il pagamento dell’assegno unico è qualcosa in più di una illusione ottica.

2 Comments

  1. basti pensare che ad oggi il bonus bebè, ormai a regime da 2 anni, paga in netto ritardo di due mesi le rate. Ad oggi 1 dicembre ho ricevuto la rata di ottobre…. come gli assegni familiari che richiesti a luglio sono arrivati nella busta paga di ottobre ed ancora attendo quelli del secondo figlio nato a settembre, per il quale la domanda è stata fatta immediatamente. Se questi sono i tempi di pagamento su i bonus ed aiuti a regime, aspettiamoci l’inizio pagamento dell’AUF verso luglio 2022

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da