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Decreto Lavoro: l’assegno unico per i figli aumenta ancora

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Aumenta ancora l’assegno unico per i figli. Il decreto Lavoro ha introdotto una maggiorazione di 30 euro per chi è orfano di un genitore. Quest’anno gli importi della prestazione, operativa dalla scorsa primavera, sono stati indicizzati all’inflazione (con una rivalutazione dell’8,1%). Inoltre con la legge di Bilancio il governo Meloni aveva già fatto scattare a gennaio una serie di incrementi per le famiglie numerose e con figli piccoli, anche sulla base dell’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente. La misura fin qui ha assorbito risorse per circa 16 miliardi di euro. Oggi la somma minima che viene corrisposta (a chi ha un Isee pari o superiore a 43mila euro) è di 54 euro (erano 50 nel 2022 per gli Isee pari o superiori a 40mila euro). L’importo massimo supera invece di poco la soglia dei 189 euro. 

I limiti dell’assegno unico

Il governo progetta ulteriori aumenti per le famiglie numerose e con figli neonati a partire dal 2024. Così è emerso dal Documento di economia e finanza, il Def, recentemente approvato. Obiettivo dell’esecutivo: contrastare la denatalità. In Italia l’assegno unico per i figli è di fatto una misura ibrida: da una parte viene visto come un incentivo a fare più figli e dall’altro come una prestazione anti-povertà. E questo anche perché l’entità dell’assegno è legata all’Isee del nucleo richiedente: com’è noto, più l’Indicatore della situazione economica equivalente è basso e più alta è la cifra corrisposta al figlio. In Germania e in Francia funziona diversamente.

La Germania è il Paese che negli ultimi 10 anni ha investito di più sulla famiglia: qui il tasso di fertilità è passato da 1,39 a 1,58 tra il 2011 e il 2021. Il Kindergeld, l’assegno unico per i figli tedesco, è un contributo universale di 219 euro al mese che viene corrisposto dopo la nascita del primo figlio. L’assegno aumenta a 225 euro per il terzo figlio e a 250 euro per il quarto. La somma è versata fino ai 18 anni di età o fino a 25 anni per i figli che studiano o che risultano disoccupati. Famiglie bisognose e benestanti beneficiano in egual misura dell’aiuto.

Il bilancio

«A marzo 2023, dopo un anno dalla sua prima erogazione, siamo soddisfatti del risultato ottenuto: abbiamo distribuito 16,5 miliardi di euro a più di 6 milioni di nuclei familiari in tutta Italia, dimostrando che l’Auu è la misura di welfare più inclusiva e capillare esistente», così il direttore generale dell’Inps, Vincenzo Caridi. Mentre il presidente dell’istituto, Pasquale Tridico, ha detto: «Il bilancio è molto positivo, in un anno abbiamo raggiunto oltre 9,6 milioni di ragazzi, con un assegno medio mensile di 168 euro. Bisogna dunque proseguire con politiche per servizi e sostegni alle famiglie».

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