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La Tari aumenta ancora, ma dal 2026 arriva lo sconto del 25 per cento

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Un nuovo bonus sociale aiuterà le famiglie in difficoltà a sostenere i costi delle utenze domestiche. In arrivo l’anno prossimo, per 4 milioni di nuclei in condizione di disagio economico, il nuovo bonus sociale rifiuti, che andrà ad aggiungersi a quelli già esistenti relativi a energia elettrica, gas e acqua. Lo sconto sarà pari al 25% della Tari e verrà riconosciuto automaticamente a tutti i nuclei familiari con Isee inferiore a 9.530 euro, o sotto i 20mila euro per le famiglie numerose. Nel 2024, rileva il Green Book 2025 di Utilitatis, la spesa media per la Tari è aumentata ancora, dell’1,4% a livello nazionale. Se il Nord e il Centro hanno registrato un rialzo medio pari rispettivamente al +2,3 e +1,9, nelle regioni del Sud le tariffe sono calate in misura quasi impercettibile (-0,1%). I cittadini residenti al Sud restano soggetti a una Tari mediamente più elevata rispetto alle altre aree geografiche (circa 175 euro per un nucleo di un componente che abita in un appartamento di 60 mq, 377 euro per una famiglie di 3 persone in 100mq).

La platea

La tariffa sui rifiuti in Italia è la tassa comunale che serve a finanziare i costi della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Con la delibera 355/2025/R/rif l’Arera ha definito le modalità operative necessarie per consentire l’erogazione automatica del bonus sociale rifiuti, che come detto fornirà sostegno a circa 4 milioni di famiglie. Il bonus verrà riconosciuto automaticamente (senza che l’utente ne debba fare esplicita richiesta) a tutti i nuclei familiari che hanno presentato all’Inps una dichiarazione sostitutiva unica e ottenuto un livello di attestazione Isee sotto la soglia prefissata di 9.530 euro (estesa a 20mila euro per i nuclei familiari con almeno 4 figli a carico). Nel 2026 sarà applicato lo sconto ai nuclei familiari che hanno ottenuto un’attestazione Isee sotto soglia nel 2025. «Poiché la Tari dovuta viene solitamente quantificata annualmente entro i primi mesi dell’anno – ha spiegato l’Arera – i dati utili per applicare lo sconto saranno disponibili solo nell’anno successivo a quello di presentazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente».

Pagamento automatico

Grazie anche alla continua e proficua collaborazione con tutti i soggetti interessati, dall’Inps all’Anci, il provvedimento dell’Arera individua e regola i flussi di dati che consentono l’identificazione degli aventi diritto e la corresponsione automatica del beneficio con decorrenza a partire dai primi mesi del 2026. Il Bonus Tari verrà finanziato tramite una voce di spesa che sarà indicata sulle bollette di tutte le altre utenze che pagano la tassa sui rifiuti. Il pagamento della Tari è dovuto da chiunque possegga locali o aree scoperte che producono rifiuti urbani. L’imposta non è dovuta sulle aree scoperte pertinenziali o accessorie delle abitazioni, né tantomeno sulle aree condominiali comuni. La Tari è dovuta in genere dal proprietario dell’immobile o più in generale dal titolare di un diritto reale di godimento.

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