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Scuola al via ma in caso di didattica a distanza niente più aiuti alle famiglie

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Ancora una settimana. I primi alunni rientreranno in classe lunedì 13 settembre. Tutti in presenza questa volta. Il governo proverà a mantenere una delle sue promesse più importanti: la scuola non dovrà più chiudere. Un sollievo per le famiglie che, lo scorso anno, hanno dovuto quasi costantemente districarsi tra il lavoro e spesso i figli a casa collegati con gli insegnanti. Una gestione familiare non semplice. Ma che il governo aveva deciso di “agevolare” grazie ad alcune misure specifiche. Misure che, tuttavia, non sono state riconfermate per il nuovo anno scolastico. Almeno per il momento.

LAVORO AGILE

Le misure erano state introdotte dal decreto Cura Italia, il primo decreto adottato dall’allora governo Conte due per fronteggiare la prima ondata della pandemia. Il primo “aiuto” che era stato dato alle famiglie, prevedeva la possibilità, per i genitori che si fossero trovati con figli a casa per la didattica a distanza, di poter lavorare in smart working. Non solo. Il datore di lavoro avrebbe dovuto concedere obbligatoriamente lo smart working, anche se il bambino o il ragazzo fossero stati messi in quarantena obbligatoria. La legge estendeva questa possibilità a tutti i genitori, sia del settore pubblico che di quello privato, con figli di età inferiore a 16 anni. E lo smart working sarebbe dovuto durare per tutto il periodo della didattica a distanza o della quarantena. Questa misura di sostegno è scaduta lo scorso 30 giugno e, al momento, non è stata ancora rinnovata. Per i dipendenti pubblici con figli, potrebbe essere un problema in più, considerando l’intenzione del governo di riportare in presenza negli uffici tutti i lavoratori.

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CONGEDO AL 50%

Altra norma simile al momento sospesa. Il decreto Cura Italia prevedeva anche una alternativa alla richiesta di lavoro agile per chi si fosse trovato con un figlio in casa per la Dad o per una quarantena. Ossia la possibilità di chiedere un periodo di congedo straordinario retribuito al 50 per cento. Questa misura poteva essere richiesta però, solo per le famiglie con a carico figli di età minore a 12 anni. Anche in questo caso, la norma è “scaduta” lo scorso 30 giugno e, per il momento, non è stata rinnovata. Il pacchetto di aiuti alle famiglie per la gestione dei figli a casa, valeva circa 300 milioni di euro. Una somma nella quale, però, erano compresi anche i bonus baby sitter erogati sempre alle famiglie per lo stesso motivo (anche questi non rinnovati). Diversamente dallo scorso anno, questa volta professori e buona parte degli alunni sono vaccinati. Ma è anche vero che, sempre rispetto a dodici mesi fa, si torna nelle aule con una variante del Covid, la Delta, molto più aggressiva. Insomma, meglio incrociare le dita. Perché chi si ritroverà con i figli a casa in quarantena o per la Dad, dovrà vedersela senza più gli aiuti.

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