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La Pa supera indenne il primo giorno di green pass obbligatorio

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Michele Di Branco

G-Day senza scossoni. Il primo giorno di obbligo di green pass, con il rientro in presenza dei 3,2 milioni di lavoratori come regola nella Pa, è filato via liscio. Ci vorranno ancora un po’ però per capire se l’operazione marcerà in maniera ordinata, anche perché il governo ha concesso 15 giorni di margine per organizzare lo smart working.

Buona la prima

Le prime sensazioni sono positive. E sono sovrapponibili all’esperienza maturata nella scuola, dove l’obbligo del certificato verde, in vigore da un mese, non ha creato confusione. «La Pubblica amministrazione sta dimostrando senso di responsabilità e organizzazione flessibile e intelligente, cogliendo a pieno lo spirito e le possibilità offerte dalle linee guida emanate dal Governo», ha detto il ministro Renato Brunetta.

Ministeri

«Nei ministeri – ha osservato il numero uno del dicastero di Palazzo Vidoni – orari scaglionati, poche code, rientro ordinato. Già attivi in diverse amministrazioni i totem per la verifica della temperatura corporea e del green pass con il Qr code e in ogni caso i controlli vengono effettuati attraverso la applicazione VerificaC19». L’attività di monitoraggio del Dipartimento della Funzione pubblica, in collaborazione con Formez PA, su un campione di Regioni, enti locali, Camere di commercio, enti Ssn e amministrazioni centrali, non segnala criticità, se non la fisiologica presa di confidenza con i nuovi sistemi informativi per la lettura del green pass.

Sindacati

Proprio Brunetta ha annunciato che incontrerà i sindacati venerdì 22 ottobre alle 12. Oggetto del confronto, che si terrà in videocollegamento, la consultazione con le organizzazioni in vista dell’adozione delle linee guida sul lavoro agile nella Pa, come previsto dal decreto ministeriale dell’8 ottobre sul rientro in presenza dei dipendenti pubblici.

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