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La Pa e la sfida del futuro. Un dialogo con Zangrillo, Naddeo e Anastasi

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Il ministro della Funzione pubblica Paolo Zangrillo, foto conferenza stama

Quando il 6 novembre dello scorso anno venne firmato dalla maggioranza dei sindacati del Pubblico Impiego il Contratto Nazionale 2022-2024 per le Funzioni Centrali dello Stato, come Confsal-Unsa dicemmo che si trattava di un “punto di svolta”, e non solo per gli aumenti in busta paga (i più alti in percentuale e anche in cifra assoluta da quando nel settore c’è la contrattazione collettiva) e neanche perché dopo troppo tempo si è tornato a siglare un’intesa durante il periodo di vigenza del contratto stesso. No, la svolta è epocale perché nel contratto ci sono tante già novità normative che aprono la via a un nuovo modello del lavorio pubblico (la possibile articolazione della settimana su 4 giorni lavorativi, il buono pasto in smart working, un ampliamento dei piani di welfare, un’attenzione al rapporto intergenerazionale) ma soprattutto si è avviato un percorso che permette già nel primo anno di vigenza del contatto collettivo (cioè nel corrente 2025) di sederci nuovamente al tavolo per riprendere il confronto con la controparte, avendo anche già chiara quale sia la disponibilità economica per gli aumenti e non solo per il triennio 2025-2027, ma anche per quello successivo.

Partiamo per un viaggio di sei anni al termine del quale, se ci impegneremo tutti adeguatamente, riusciremo a trasformare radicalmente la pubblica amministrazione. La mia convinzione, che ho esternato più di una volta, è che, messa in sicurezza la parte economica (sono già stati inseriti nel bilancio dello Stato circa 22 miliardi per gli aumenti nei due trienni), ci si può concentrare tutti sulla parte normativa e progettuale.

È per questo motivo che respingendo al mittente le critiche di chi non aveva firmato e cercava di sminuire l’importanza dell’intesa, dichiarai subito che invece di fare polemiche “noi preferiamo continuare a parlare di democrazia, di regole democratiche e di rivoluzione culturale, per sottolineare l’importanza della cultura del lavoro, dei diritti, dei doveri, perché senza sottolineare anche i doveri, non si possono reclamare i diritti”.

In linea con questa indicazione, che è di tutta Confsal-Unsa, ho già detto che siamo pronti a fare la nostra parte, avendo “l’ambizione di pensare ancora più in grande, perché risolvere i problemi attuali richiede uno sforzo di fantasia”, affrontando tutte le criticità che ci sono di fronte “che vanno dalla competitività, anche economica, degli stipendi privati, alle condizioni, spesso vetuste, delle strutture pubbliche, dalla rigidità di orari e progressioni di carriera, ai vincoli di bilancio che limitano le assunzioni, anche solo per coprire carenze di organico ormai pari a un terzo, per finire alle procedure concorsuali complesse, lunghe e spesso inefficienti che rendono il lavoro pubblico ormai sempre meno attraente”.

Proprio con questo spirito come Confsal-Unsa, insieme a PA Magazine, la testata online che state leggendo, abbiamo organizzato un convegno che si terrà a Roma, martedì prossimo, 23 settembre, dal titolo: “Dialoghi sul Pubblico Impiego – La sfida del futuro”. L’appuntamento è a Palazzo Wedekind, in Piazza Colonna e ci proponiamo di ragionare con protagonisti di primo piano del settore, di tutte le sfide che ci aspettano e di tutti i problemi che ho appena ricordato.

Io ne parlerò in prima persona, rispondendo alle domande del giornalista de Il Messaggero, Andrea Bassi, nel dialogo di apertura dei lavori che cominceranno alle ore 9. Subito dopo lo stesso Bassi e il giornalista de Il Sole 24 Ore, Gianni Trovati, si confronteranno con il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, sul tema: “A che punto sono le riforme del pubblico impiego. Attuazione e Prospettive”. Quindi sul palco salirà il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, che, sollecitato da Trovati, parlerà de “La continuità nella contrattazione pubblica e la sfida dell’attuazione”. L’ultimo dialogo è previsto per le 11 e il protagonista sarà il presidente del Formez, Giovanni Anastasi, che risponderà alle domande del giornalista di PA Magazine, Francesco Bisozzi, sul tema: “Giovani e innovazione, come cambia la Pa per attrarre i talenti”.

Come si vede, un confronto ampio e serrato sulle cose da fare e sulle idee da concretizzare. La grande novità è che, come non mai, questa volta il sindacato vuole essere protagonista, accettando la sfida dei diritti e dei doveri, ma anche e soprattutto dell’innovazione, mettendosi in gioco sul progetto e sui modelli futuri. Ai legislatori e al governo, con questa iniziativa, vogliamo ribadire che se si vuole voltare pagina e portare la PA davvero nel terzo millennio, noi ci siamo, ma se ancora si pensa di affrontare i nostri temi solo dal lato dei costi da tagliare, ci troveranno ben schierati e compatti a difesa dei colleghi, consapevoli che i lavoratori pubblici, come ha detto con felice sintesi il Presidente Sergio Mattarella, sono i “volti della Repubblica”. E noi, infatti, siamo pronti a metterci la faccia.

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