PA Magazine

La Pa diventa social, nove Comuni su dieci usano Facebook o Twitter

4 minuti di lettura

Anche grazie all’input imposto dalla pandemia di Covid-19 le città italiane fanno sempre più comunicazione digitale sulle principali piattaforme e ormai 4 comuni su 5 hanno attivi almeno cinque social network. C’è un ma: la presenza dei social media manager evidentemente scarseggia in diverse realtà territoriali della Pa, visto che il 7% delle pagine Facebook, il 15% dei canali YouTube e il 25% dei profili Twitter dei 107 Comuni capoluoghi italiani viene aggiornato meno di una volta al mese. E in alcuni casi non c’è stato alcun contenuto pubblicato in un anno. Questo quello che emerge da un’indagine di Forum Pa, società del gruppo DIGITAL360, anteprima del Rapporto “ICity Rank 2021”. Durante la pandemia molti comuni italiani sono sbarcati sui social, e molti altri ne hanno incrementato l’uso: l’indice di copertura delle tre principali piattaforme (Facebook, Twitter e YouTube) è passato dal 69% all’88% dal 2017 ad oggi. Complessivamente, al momento i 107 comuni capoluogo italiani hanno 101 pagine Facebook, 100 canali YouTube e 82 profili Twitter. Ci sono 21 amministrazioni che hanno attivato tutti e sette gli strumenti considerati dall’indagine (Facebook, YouTube, Twitter, Linkedin, Messenger, Instagram e Telegram), altre 64 almeno cinque.

Pagine fantasma

In alcuni casi restano difficoltà gestionali, o meglio assenza di personale dedicato e , dunque, pagine Facebook, canali Youtube, profili Twitter o Instagram che non vengono praticamente mai aggiornati. Oltre allo scarso uso di una fetta consistente di pagine social di comuni italiani, la ricerca di FPA ci dice che sono di fatto dismessi (non è stata inserita nessuna nuova comunicazione nell’ultimo anno) 2 canali Facebook, 2 di Twitter e 3 di YouTube. Il gap nord-sud si fa sentire anche in questo contesto: ben il 95% dei capoluoghi del Centro e l’81% del Nord è infatti presente su almeno cinque social network, mentre lo è solo il 68% nel Sud e Isole. Differenze sono legate anche alla dimensione delle città: hanno almeno 5 social ben il 92% dei comuni con oltre 250.000 abitanti, l’88% di quelli con popolazione compresa tra i 100.000 e i 250.000, solo il 66% dei comuni con meno di 50.000 abitanti.

Pochi social “nuovi”

Che molti Comuni siano sbarcati sui social solo di recente e con una visione non proprio nuova, lo evidenzia anche il tipo di strumenti usati: basti pensare che Facebook è il social più usato, mentre strumenti più recenti come Instagram o Telegram lo sono molto meno: quest’ultimo è usato solo da 76 comuni capoluogo su 107. In generale sono le grandi città a pubblicare più contenuti, il che si evince anche dalla top 10 delle città italiane con più attività social. Al primo posto c’è Bologna, seguita da Venezia, Torino, Firenze, Napoli, Roma, Pordenone, Cagliari e Genova. A sorpresa chiude la classifica Milano, al decimo posto. Per quanto riguarda le diverse piattaforme, su Twitter le città più attive sono Bologna, Venezia, Roma, Firenze e Cagliari. Su YouTube, sono due città del sud, Napoli e Palermo ad aver pubblicato più video, seguite da Torino, Genova e Roma. Analizzando invece l’”incidenza”, ovvero il rapporto tra utenti social e popolazione, ci sono delle sorprese: su Twitter guidano ancora due grandi città, Firenze e Milano, mentre per Facebook ci sono Crotone e Verbania e su YouTube Lodi e Pordenone.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da