Al 1° gennaio l’importo medio mensile delle pensioni della Gestione dipendenti pubblici si attestava a 2.279 euro, con una marcata differenziazione di genere: 2.746 euro per gli uomini e 1.967 euro per le donne. Lo ha rilevato l’Inps che ha appena pubblicato l’aggiornamento annuale dell’Osservatorio sulle pensioni vigenti al 1° gennaio 2026 e sulle pensioni nuove liquidate nel 2025. L’inclusione all’interno dell’Osservatorio delle pensioni della Gestione dipendenti pubblici, finora analizzate separatamente, rappresenta una delle principali novità di questa edizione. Con riferimento alle Casse, circa il 96 % delle pensioni è concentrato nella Cassa Trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato e nella Cassa pensioni dipendenti degli enti locali. Per quanto riguarda le categorie, le pensioni di vecchiaia costituiscono la quota prevalente (circa il 75%, di cui il 44,4% erogato a uomini). Pensione, l’assegno degli statali arriva a 2.280 euro – LEGGI QUI
Per il personale docente della scuola gli aumenti legati al nuovo contratto oscilleranno tra circa 110 euro per le fasce iniziali e oltre 185 euro per quelle più alte. Per il personale Ata si parte da 55,27 euro. Nel comparto universitario gli incrementi previsti variano tra 112 e 151 euro, mentre negli enti di ricerca l’asticella sale a 463 euro per le elevate professionalità. Per il personale Afam gli incrementi tabellari si collocheranno tra circa 90 e oltre 220 euro. A differenza del ccnl 2022-2024, che ha determinato incrementi sufficienti a coprire solo un terzo dell’inflazione registrata nel triennio, il contratto del comparto Istruzione e Ricerca per il triennio 2025-2027 può contare su risorse sostanzialmente equivalenti all’inflazione del periodo di riferimento. Anche per questo il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, conta di riuscire a chiudere subito la trattativa sulla parte economica del contratto. Le organizzazioni sindacali chiedono però risorse aggiuntive, anche in considerazione delle possibili pressioni inflazionistiche legate alla guerra in Medio Oriente, oltre al riconoscimento dei buoni pasto. Scuola, aumenti e buoni pasto: contratto verso la firma – LEGGI QUI
Il nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro dei dipendenti di ambasciate, consolati, legazioni, istituti culturali e organismi internazionali in Italia è stato sottoscritto il 18 marzo e introduce un aumento delle retribuzioni dell’8%, insieme a una serie di novità sul piano normativo volte a rafforzare la conciliazione tra vita e lavoro. Il contratto è stato sottoscritto da Cgil, Cisl, Uil e Ceuq, da un lato, e dall’altro dai rappresentanti del ministero del Lavoro e del ministero degli Affari esteri. Per le organizzazioni sindacali l’accordo rappresenta un passo in avanti importante nel riconoscimento delle tutele per il personale impiegato nelle sedi diplomatiche e negli organismi internazionali in Italia. Esteri, firmato il nuovo contratto del personale delle ambasciate – LEGGI QUI
