Quest’estate i docenti della scuola troveranno sotto l’ombrellone uno stipendio più ricco, grazie a aumenti medi pari a 143 euro. Così prevede il nuoco contratto del comparto Istruzione e Ricerca per il 2025-27, siglato all’Aran questa settimana. Mancava solo l’ok della Corte dei conti per la sottoscrizione definitiva dell’accordo, firmato in via preliminare a inizio aprile. Ora il personale della scuola potrà ricevere sia gli incrementi strutturali che gli arretrati. Quando? Già ad agosto, stando a quanto dichiarato dal ministro Valditara. Parliamo di 1,2 milioni di lavoratori coinvolti, oltre un terzo del totale dei dipendenti pubblici. A regime dal 1° gennaio 2027, gli incrementi medi mensili lordi dello stipendio tabellare, calcolati su tredici mensilità, sono pari a 137 euro per l’intero comparto. Per il personale Ata della scuola l’asticella si ferma a 107 euro. I dipendenti del comparto potranno inoltre beneficiare degli arretrati maturati dalla decorrenza contrattuale. Gli importi stimati sono pari a 1.253 euro per il personale degli enti di ricerca, 1.034 euro per il personale Afam, 855 euro per i docenti della scuola, 854 euro per il personale universitario e 633 euro per il personale Ata della scuola.
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Pa, via libera alla riforma del merito in Senato con 86 sì e stop ai premi a pioggia e alla politica del tutti promossi. Da ora solo un terzo dei dipendenti migliori potrà ricevere premi individuali al top per i risultati raggiunti. Ma servono sei decreti attuativi per disciplinare la valutazione delle performance e i percorsi di carriera. Per l’accesso alla seconda fascia vengono previsti tre canali: il 50% dei posti sarà coperto attraverso concorsi banditi dalle singole amministrazioni, il 30% mediante il corso-concorso della Scuola nazionale dell’amministrazione e il restante 20% tramite una selezione riservata ai funzionari con almeno cinque anni di servizio o ai dipendenti con elevata qualificazione e almeno due anni di esperienza. Per la prima fascia dirigenziale, invece, il disegno di legge introduce una quota riservata del 50% al personale interno, con l’obiettivo di valorizzare i percorsi di crescita professionale maturati all’interno delle amministrazioni.
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Prosegue a ritmo serrato il negoziato per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Locali per il triennio 2025-2027, con avanzamenti su diversi istituti e un primo importante lavoro anche sul tema dell’intelligenza artificiale. Il prossimo incontro è fissato per il 7 luglio 2026. Le parti confermano la comune volontà di giungere in tempi celeri alla conclusione di un accordo capace di rispondere alle esigenze del personale degli enti locali e agli obiettivi di modernizzazione della pubblica amministrazione. Così il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo: «Stiamo costruendo un contratto moderno, che guarda alle trasformazioni in atto nel mondo del lavoro pubblico».
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