Ufficio per il Processo, torna il sereno. Sul tema della stabilizzazione degli addetti all’Upp, il ministro Carlo Nordio si è impegnato a proporre, in sede di conversione del decreto Giustizia, una formulazione coerente con l’accordo del 29 aprile scorso sulle famiglie professionali, così come richiesto dai sindacati. L’accordo sottoscritto dal ministro e dai sindacati Confsal Unsa, Confintesa, Cisl, Uil Fp e Flp inquadra gli addetti all’Upp nell’Area dei funzionari dei Servizi giudiziari. Il contratto integrativo ha valore strategico perché definire le famiglie professionali costituisce il passaggio indispensabile per stabilizzare il personale precario e dare avvio alle nuove procedure di riqualificazione tra le aree. Così il segretario generale di Confsal Unsa, Massimo Battaglia: «Ringrazio il ministro e i suoi dirigenti per il loro impegno a far sì che i contratti vengano rispettati. Viene ristabilito un quadro di certezza e affidabilità indispensabile per la conclusione del processo di stabilizzazione di quasi diecimila addetti all’Upp».
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Previdenza integrativa, questa sconosciuta. Per venire incontro ai cittadini, ancora poco informati sulla pensione integrativa, il governo ha messo a punto il nuovo Portale sulla Previdenza Complementare, uno spazio informativo pubblico sviluppato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in condivisione con il Consiglio nazionale dei Giovani e Mefop.
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La Pubblica amministrazione italiana si trova in una fase di passaggio epocale. Dopo anni di contrazione del personale, a partire dal 2023 ha definitivamente superato gli effetti del blocco del turnover, tornando a un saldo occupazionale positivo (+12.707 unità), trainato dalle assunzioni di donne. Secondo il rapporto di Randstad Research, la Pa italiana sta abbattendo i confini che storicamente la separavano dal privato: oggi offre percorsi di carriera speculari e attrae professioni che prima le erano estranee. Il lavoro pubblico, insomma, è tornato attrattivo. Ma non è il “posto fisso” a catturare l’interesse dei giovani laureati. Le innovazioni in materia di organizzazione del lavoro, forse ancor di più delle dinamiche retributive, che in questi ultimi anni hanno beneficiato dei numerosi rinnovi contrattuali, hanno contribuito a rendere il lavoro nel pubblico una valida alternativa rispetto al lavoro nel privato.
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La regolamentazione dello smrat working e l’introduzione della settimana corta hanno migliorato la conciliazione tra vita professionale e vita privata. Anche l’equiparazione del periodo di ferie dei neoassunti con quello del personale anziano, prevista dall’ultimo contratto delle Funzioni centrali (2025-27), va in questa direzione.
