PA Magazine

La bussola della Pa: 7 giorni in 3 minuti

3 minuti di lettura
iStock

A marzo aumentano sensibilmente i tassi di interesse applicati dalle banche sugli anticipi del Tfs/Tfr richiesti dai dipendenti pubblici. La conferma arriva da Bankitalia: il rendistato, indice che fotografa l’andamento di un paniere di titoli di Stato, sulla base del quale gli istituti di credito calcolano gli interessi da applicare sull’anticipo del trattamento di fine servizio o di fine rapporto agli statali, è aumentato il mese scorso di quasi mezzo punto percentuale rispetto a febbraio, balzando sopra la soglia del 3%. Non è una sorpresa, visto che dopo lo scoppio della guerra in Medio Oriente i rendimenti dei titoli di Stato hanno registrato fin da subito un’impennata. Tfs, quanto costa l’anticipo in banca dopo la guerra? – LEGGI QUI

Si parla di 40 milioni. Quaranta milioni di euro sottratti alle pensioni di vecchiaia. Il numero dei trattamenti interessati non è chiaro. Ma incrociando i dati contenuti nella relazione tecnica della legge di Bilancio 2024 con quelli dell’Inps sulle uscite anticipate da allora a oggi, è possibile supporre che siano attorno ai centomila i trattamenti per i quali ora si rende necessario un risarcimento. Il pasticcio: l’Inps, con il messaggio n° 787 del 5 marzo 2026, ha chiarito che le nuove aliquote di rendimento introdotte dalla legge di bilancio 2024 per alcune casse del pubblico impiego si applicano alle sole pensioni anticipate. Dunque, le pensioni di vecchiaia liquidate con il criterio riduttivo disposto dalla manovra di allora adesso dovranno essere riesaminate d’ufficio. Il pasticciaccio brutto dell’Inps sulle pensioni degli statali – LEGGI QUI

Con la crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente torna di moda lo smart working. Nelle pmi e nelle grande aziende, ma anche negli uffici pubblici, il lavoro agile ridiventa una soluzione contro il caro bollette e il caro carburanti. Succede in Asia, la regione più esposta alla crisi, ma anche l’Europa dovrà adeguarsi se la situazione non torna alla normalità. La Malesia prevede di introdurre una politica di lavoro da casa per i dipendenti pubblici a partire dal 15 aprile, così da attenuare l’impatto della crisi globale in corso. I dipendenti pubblici del Paese asiatico dovranno effettuare l’accesso ogni ora e garantire lo stesso livello di produttività. Nelle Filippine, primo Paese ad aver dichiarato lo stato di emergenza energetica nazionale, è stata adottata la settimana lavorativa di quattro giorni per gli statali. Statali, spinta allo smart working per il caro energia. Asia esempio da seguire? – LEGGI QUI

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Ultimi articoli da