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La bussola della Pa: 7 giorni in 3 minuti

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Il prossimo 1° aprile potrebbe essere raggiunta la firma dell’accordo economico del contratto del comparto Istruzione e Ricerca 2025-2027. Lo ha annunciato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo, intervenendo al XIII Congresso Snals-Confsal. Nel comparto lavorano 1,3 milioni di persone, oltre un terzo del totale dei dipendenti pubblici. Il 24 marzo e il 1° aprile sono in programma all’Aran due riunioni decisive per provare ad arrivare a un’intesa. C’è in ballo un aumento medio lordo mensile di 143 euro per i prof, che farebbe salire la somma degli incrementi legati agli ultimi rinnovi contrattuali a 416 euro. Il contratto del comparto per il triennio 2022-2024 ha generato aumenti pari a 150 euro in media, mentre quello precedente ha fruttato un incremento lordo mensile pari in media a 123 euro. Scuola, contratto verso la firma – LEGGI QUI

Sono arrivati i bandi della Giustizia per la stabilizzazione di quasi 10 mila lavoratori assunti a tempo determinato con il Pnrr. L’operazione riguarda, più nel dettaglio, 712 tecnici di amministrazione, 1.488 operatori data entry e 6.919 addetti all’Ufficio per il processo. I precari saranno stabilizzati a partire dal 1° luglio 2026. Adesso l’obiettivo delle organizzazioni sindacali è di garantire la stabilizzazione di altre mille persone entro la fine dell’anno. Giustizia, pubblicati i bandi per stabilizzare 9 mila precari del Pnrr – LEGGI QUI

Sale l’attesa per la pubblicazione del bando del nuovo corso-concorso della Scuola nazionale dell’amministrazione. La procedura è stata autorizzata con un decreto del ministero per la Pubblica amministrazione, di concerto con il ministero dell’Economia e delle Finanze, a dicembre. Con il dodicesimo corso-concorso selettivo di formazione dirigenziale della Sna saranno assunti 61 dirigenti di seconda fascia. Il bando ufficiale sarà pubblicato sul portale InPa e sul sito della Scuola nazionale dell’amministrazione nei prossimi giorni. Nuovo concorso Sna, in arrivo il bando per 61 dirigenti – LEGGI QUI

Il Garante per la protezione dei dati personali ha espresso parere favorevole sullo schema di decreto del presidente del Consiglio dei ministri che disciplina la nuova Piattaforma di gestione delle deleghe, lo strumento tramite cui i cittadini potranno autorizzare due persone ad accedere ai servizi digitali delle amministrazioni pubbliche al posto loro. In questo modo anche chi non possiede Spid o Cie potrà usufruire dei servizi online della Pa. Per molti anziani sprovvisti dell’identità digitale si tratta di un progresso importante. Oggi oltre 40 milioni di italiani possiedono lo Spid, il sistema pubblico di identità digitale per l’accesso ai servizi online della Pa. La Carta d’identità elettronica ha superato i 50 milioni di documenti emessi, diventando il principale strumento di identità digitale in circolazione. Arriva la delega digitale per chi non possiede Spid o Cie – LEGGI QUI

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