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Isee 2026, scatta lo “sconto” sulla prima casa

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Per i proprietari di case che aggiorneranno l’Isee nelle prossime settimane la buona notizia è che da quest’anno i bonus e le prestazioni sociali a loro destinati diventeranno più generosi. Cambia infatti il peso della prima casa sull’Isee. Dal 1° gennaio si è aperta la finestra operativa per il rinnovo dell’Isee, passaggio fondamentale per continuare a beneficiare di bonus e prestazioni sociali collegate al reddito e al patrimonio. Sulla base dell’Isee viene stabilito non solo se si ha diritto o meno a un bonus, ma in molti casi l’indicatore serve anche a fissarne l’importo. È il caso, per esempio, dell’assegno unico e universale per i figli o del bonus asili nido. Dunque, senza un Isee aggiornato, ci sono prestazioni che si riducono all’importo minimo previsto e altre che diventano del tutto inaccessibili.

Lo sconto sulla prima casa

Insomma, i proprietari immobiliari nel 2026 vedranno abbassarsi il valore dell’Isee. L’anno scorso, per alleggerire l’Isee, era scattata l’esclusione dal calcolo del patrimonio mobiliare dei titoli di Stato, dei buoni fruttiferi postali e dei libretti di risparmio, fino a 50.000 euro complessivi di valore per nucleo. Quest’anno tocca alla prima casa, esclusa dalla legge di Bilancio 2026 fino a un valore catastale di 91.500 euro, con un incremento aggiuntivo di 2.500 euro per ciascun figlio convivente oltre il primo. Prevista poi una franchigia ulteriormente innalzata per i residenti nelle città metropolitane, fino a 200.000 euro. In questo modo vengono riconosciute le specificità del mercato immobiliare urbano.

Più benefici per i nuclei numerosi

Cambiano anche le scale di equivalenza, ovvero i coefficienti utilizzati per mettere in rapporto il reddito e il patrimonio di una famiglia con il numero dei componenti del nucleo. Le scale vengono maggiorate di 0,1 in caso di famiglie con due figli, 0,25 se i figli sono tre, 0,40 in caso di quattro figli e 0,55 per quei nuclei composti da almeno cinque figli. Attenzione però perché le nuove scale di equivalenza saranno valide solo per alcune misure, come l’Assegno di inclusione, l’assegno unico per i figli a carico, il bonus nido, il supporto domiciliare per i bambini con meno di tre anni e patologie croniche e il bonus destinato ai nuovi nati.

La Dsu precompilata

Altra novità: la modalità ordinaria per richiedere l’Indicatore della situazione economica equivalente diventa la Dsu precompilata. Questo vale anche per chi si rivolgerà al Caf. Infine, i controlli sui nuclei familiari saranno incrociati con l’Anagrafe nazionale della popolazione residente per riuscire a individuare prima i finti cambi di residenza e i nuclei familiari divisi in modo artificiale con lo scopo di abbassare l’Isee.

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