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«Ufficio del processo, i neo assunti non coordinano»

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Dopo un intenso ciclo di audizioni, le commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato sono pronte per una due giorni di votazioni sugli emendamenti presentati al cosiddetto decreto Reclutamento nella P.a. Sul tavolo ci sono circa 320 proposte di modifica da votare: dai ritocchi a requisiti e compiti per gli addetti all’ufficio del processo, a quelli per rendere più appetibili i posti messi a bando per i super tecnici che serviranno alle Pubbliche amministrazioni per attuare il Pnrr. Ad aggiustamenti normativi sulle mobilità del personale pubblico.

Ok definitivo entro pausa estiva 

“Si punta – di Giacomo Caliendo (Forza Italia), uno dei due relatori del provvedimento a palazzo Madama, in una chiacchierata con PaMagazine – a chiudere l’esame del provvedimento nelle commissioni entro la settimana” per poi far approdare il testo in aula martedì prossimo. Il decreto, che contiene le norme per l’assunzione a termine di circa 25mila lavoratori da impiegare nei diversi settori della Pubblica amministrazione (compresa la giustizia) per finalizzare le riforme prevista dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, dopo l’approvazione del Senato dovrà poi passare alla Camera per ricevere l’ok definitivo entro l’8 agosto.

Modifiche ma senza cambiare l’impianto

Per quanto riguarda le modifiche che il Senato si appresta a fare al decreto, Caliendo assicura che saranno solo dei ritocchi per meglio specificare norme già previste dal decreto e che “le scelte di fondo restano quelle già delineate dal provvedimento”.

Sono diversi però gli aspetti su cui più voci hanno chiesto di intervenire. Una di queste è la norma dell’ufficio del processo. Caliendo assicura che anche su questo punto “l’impostazione del decreto non cambierà”, perché, un po’ come nel sistema americano dove il giudice ha a disposizione un’equipe, “occorre un collegamento diretto tra il giudice e” i giovani laureati che saranno impiegati a termine nell’ufficio del processo “che dovranno essere in grado, ad esempio, di controllare la corretta compilazione del fascicolo del processo, secondo le indicazioni del giudice predisporre delle bozze di provvedimenti, effettuare delle ricerche. Tutto lavoro – spiega il relatore -che serve al giudice per avere la possibilità di decidere” risparmiando del tempo solitamente impiegato per le attività collaterali. 

Ufficio del processo

Proprio sulla norma che riguarda l’ufficio del processo gli stessi relatori Valeria Valente (Pd) e Giacomo Caliendo (FI) sono intervenuti con una serie di emendamenti che saranno posti ai voti questa settimana. Si specifica ad esempio che gli addetti al futuro ufficio del processo non “coordineranno” il personale amministrativo ma lo “supporteranno”; che tra i titoli valutabili nel concorso per diventare addetto all’ufficio del processo, ci sarà anche quello di research officer presso la Corte di cassazione e la Procura generale presso la Corte di cassazione e il diploma della scuola di specializzazione per le professioni legali. E, infine, che la prova scritta del concorso per assumere addetti all’ufficio del processo “potrà essere svolta presso un’unica sede per tutte le procedure concorsuali”.

“Questi emendamenti – spiega Caliendo – non modificano il sistema ma migliorano la funzionalità dell’ufficio. E devo dare atto che anche molti emendamenti parlamentari si muovono in questa direzione: non c’è l’obiettivo di stravolgere l’impianto del decreto”. E per quanto riguarda la qualifica e i requisiti richiesti ai futuri addetti all’ufficio del processo “valuteremo gli emendamenti proposti – chiarisce il relatore di FI – sotto un solo profilo: garantire che la qualità di queste persone che vengono assunte sia idonea a quella funzione. E quindi anche il tipo di laurea e di preparazione va valutata in questo senso”. 

Mobilità personale 

In vista delle votazioni, il Senato pensa anche ad altre modifiche. “Ci sono cose che andrebbero fatte – conclude Caliendo – come ad esempio sulla mobilità dei dipendenti della P.a.: non c’è dubbio che la rigidità assoluta porta all’impossibilità di far funzionare il sistema, soprattutto in alcuni enti pubblici e in alcune zone” e su questo i relatori starebbero riflettendo su alcune modifiche. “Inoltre – conclude Caliendo – si può anche riflettere su alcuni aspetti” e sulla possibilità di intervenire “ad esempio sul divieto per i nuovi dipendenti dell’ufficio del processo di essere comandati o trasferiti in altre amministrazioni”.

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